FOTOGRAFIA XIV Edizione > Presentazione Corsi Base e Avanzato 2019

febbraio 20, 2019 in Archivio, fotografia, laboratorio, News, programmazione da cinedetour

Detour | Corsi 2019

Via Urbana 107 Roma, dal 1997 nel Rione Monti

FOTOGRAFIA XVI edizione 

16 lezioni teorico-pratiche // 2 livelli – base e avanzato

professionalità – esperienza – dedizione – aula attrezzata – lezioni pratiche – mostra nella Zona Arte Detour

FOTOGRAFIA PRESENTAZIONE CORSI XIV edizione
Mercoledì 20 febbraio h19.00-20.00 a ingresso libero.
Per chi si iscrive entro il 20 febbraio compreso 2 omaggi per il programma di Cine Detour
 
> INIZIO CORSI
Livello Base prima lezione: mercoledì 6 marzo ore 19-20.30
Livello Avanzato prima lezione: martedì 5 febbraio ore 19-20.30
 
Alla Quattordicesima edizione, questo è il corso che cercavi.
Una docente professionista che metterà a disposizione tutte le sue conoscenze e il suo sapere. Un corso dove non perderai neanche una lezione perché la potrai recuperare.
 
Il luogo dove si svolge? La storica associazione Detour dal 1997 in via Urbana nel Rione Monti, un posto confortevole e attrezzato gestito con professionalità e passione da volontari della cultura e dell’arte indipendente. Un corso teorico-pratico che ti arricchirà e ti farà conoscere persone con i tuoi stessi interessi.
 
 
BIO. Patrizia Copponi è fotoreporter dal 1980. Ha collaborato con i maggiori settimanali, quotidiani e mensili italiani ed esteri. Si occupa da decenni dell’Organizzazione di attività culturali sulla comunicazione visiva e dell’insegnamento della Fotografia. Insegna al Detour dal 2012 con dedizione e passione.
 
Questo è il corso che cercavi.
 
Il prezzo? Non temiamo competitors.

Informazioni: cell.3384634278 – email patriziacopponi@libero.it 

 

Evento FB: Cine Detour

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Cinema | Corsi e laboratori | Esposizioni | attività per bambini | Cinebar | Musica | Distribuzione indipendente

Associazione Culturale Detour – Via Urbana 107 Roma www.cinedetour.itcinedetour@tiscali.it
Ingresso con tessera annuale 5 euro + quota partecipativa. Pre-tesseramento QUI. Prenotazioni QUI.
Detour è affiliato all’ASSO.N.A.M. e alla FICC (Federazione Italiana Circoli Cinema)

Admission: annual membership 5 euros + Entrance fee. Membership Request HERE. Seats Reservation HERE.
Detour is affiliated FICC (Federazione Italiana Circoli Cinema) and ASSO.N.A.M.

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LA DONNA ELETTRICA di Benedikt Erlingsson. Festival di Cannes 2018

febbraio 22, 2019 in Archivio, on the road preview 2019, programmazione da cinedetour

Cinema Detour, Via Urbana 107 Roma
Venerdì 22 febbraio 2019 ore 20.30 / February 22 2019, Sunday 20.30pm

Festival di Cannes 2018 / On the Road film Festival Preview 2019

LA DONNA ELETTRICA 

Woman at War
Regia /Director Benedikt Erlingsson

ITA. Accolto con entusiasmo all’ultimo Festival di Cannes, La donna elettrica è una commedia travolgente e fuori dagli schemi, capace di unire emozione, impegno e divertimento. La protagonista, Halla, sembra una donna come le altre, ma dietro la routine di ogni giorno nasconde una vita segreta: armata di tutto punto compie spericolate azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, la splendida Islanda. Quando però una sua vecchia richiesta d’adozione va a buon fine e una bambina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrà affrontare la sua sfida più grande… Già regista dell’acclamato Storie di cavalli e di uomini, Benedikt Erlingsson colpisce al cuore con un ritratto di donna memorabile e un omaggio al paesaggio islandese di struggente bellezza.

NOTE DI REGIA di Benedikt Erlingsson.

I diritti della Natura. C’è una connessione forte tra i miei due film, Storie di cavalli e di uomini e La donna elettrica. Si tratta di qualcosa di cui sono diventato davvero consapevole solo dopo aver ultimato quest’ultimo, ossia l’idea fondamentale che i “diritti della Natura” dovrebbero essere di fatto considerati allo stesso livello dei “diritti umani”. I diritti della Natura dovrebbero essere protetti con forza in ogni costituzione e difesi da leggi internazionali. Tutti noi dobbiamo capire che la natura incontaminata ha un diritto intrinseco a esistere, una necessità che va al di là dei bisogni dell’uomo e del nostro sistema economico. A volte succede invece che lo stesso Stato, che nei paesi democratici si dà per scontato che sia uno strumento creato dal popolo per il popolo, possa essere facilmente manipolato da interessi particolari contro il bene comune. Quando guardiamo alle grandi sfide che dobbiamo affrontare sulle questioni ambientali, questo ci appare perfettamente chiaro. Ne La donna elettrica questo tema diventa terreno fertile per una commedia, ma nella realtà, in alcuni paesi, è piuttosto l’argomento per una tragedia. Vorrei citare a proposito due donne che considero delle eroine: Berta Cáceres in Honduras e Yolanda Maturana in Colombia. Entrambe attiviste per l’ambiente, sono state assassinate da chi aveva grandi interessi nelle terre che esse provavano e difendere.

Ribelli islandesi. Halla è un nome molto comune in Islanda, ma ha anche dei riferimenti storici e culturali precisi. Halla e il marito Eyvindur sono stati gli ultimi fuorilegge nella storia del paese, sopravvivendo in fuga per oltre vent’anni nel diciassettesimo secolo. Erano ladri di pecore e ribelli e molte storie su di loro sono state raccontate e fanno parte del patrimonio culturale tradizionale degli islandesi. Nel 1918, esattamente 100 anni fa, il padre del cinema svedese Victor Sjöström ha dedicato ai due uno dei suoi film più famosi, I proscritti.

___________________

ENG. Halla, a woman in her forties, declares war on the local aluminum industry to prevent it from disfiguring her country. She risks all she has to protect the highlands of Iceland-but the situation could change with the unexpected arrival of a small orphan in her life.

DIRECTORS STATEMENT. This movie is meant to be an heroic tale set in our world of imminent threat. An heroic tale told as an adventure. A serious fairy tale told with a smile.
Our hero serves in this world as a kind of Artemis, the protector of the untouched and wild. Alone, facing a quickly changing planet, she assumes the role of saving mother earth and its future generations. Our point of view is very close to our hero’s, which is how and why we access her inner life.

 

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STATION TO STATION di Doug Aitken, Leone d’oro Biennale Venezia e Nam June Paik Art Center Prize

febbraio 23, 2019 in Archivio, on the road preview 2019, programmazione da cinedetour

Cinema Detour, Via Urbana 107 Roma
Sabato 23 febbraio 2019 ore 19.30 / February 23 2019, Saturday 7.30pm
In collaborazione con Wanted Cinema Ricercato 

“Un film che esplora gli infiniti linguaggi della creatività contemporanea e il significato stesso del fare arte. Leone d’oro della Biennale di Venezia. In concorso al Sundance Film Festival” 
“A train travels 4,000 miles across North America with a revolving community of artists and musicians who collaborate on recordings, artworks, films, and 10 “happenings” across the country.”

Sundance Film Festival

STATION TO STATION
di/by Doug Aitken. Usa/Germania. 72′. V.O. inglese con sottotitoli in italiano.

In concorso al Sundance Film Festival. Primo lungometraggio dell’artista americano Doug Aitken, Leone d’oro della Biennale di Venezia. Il film, che risente della formazione cinetica del video d’arte e della velocità del videclip, racconta il viaggio da New York a San Francisco su un treno concepito come una “scultura cinetica di luce”. In 24 giorni, sono state toccate oltre 4.000 miglia viaggiando in treno attraverso gli Stati Uniti coinvolgendo un gruppo di artisti, musicisti e performer tra cui Patti Smith e Beck. Aitken non si limita più al solo mondo all’arte, ma spazia verso letteratura, musica, cibo e cinema. 

Doug Aitken, artista americano pluripremiato, Leone d’oro della Biennale di Venezia nel 1999 e il  Nam June Paik Art Center Prize, è conosciuto nel mondo per le sue straordinarie opere di luci, suoni e immagini. Esplora ogni medium, dalle installazioni al cinema, al video d’arte. I suoi lavori sono stati presentati nei musei e nelle gallerie più prestigiose del mondo tra cui Whitney Museum of American Art, The Museum of Modern Art, the Vienna Secession, the Serpentine Gallery, e il Centre Georges Pompidou. 

Con/with Patti Smith/ Beck/ Jackson Browne/ Cold Cave, Cat Power / Ernesto Neto / Olafur Eliasson / Dan Deacon / Thurston Moore / Ed Ruscha / Doug Aitken / Mark Bradford / Giorgio Moroder / Mavis Staples / Cat Power/ / Urs Fischer / Lawrence Weiner / William Eggleston / No Age / Ariel Pink’s Haunted Graffiti / Christian Jankowski / Thomas Demand / Mark Bradford / Sasha Frere-Jones / Cold Cave / Stephen Shore / Suicide / Lucky Dragons / Eleanor Friedberger / Gary Indiana / Paolo Soleri/ Scott Dadich / The Congos / Savages / Aaron Koblin / Sun Araw / Liz Glynn / Yoshimio Trio / THEESatisfaction / White Mystery / Sam Falls / Black Monks of Mississippi/ Cornbread Harris / Bloodbirds / Kate Casanova / The Conquerors / Jonah Bokaer / Destruction Unit / Mike Reynolds / Kansas City’s Marching Cobras / Rick Prelinger.

Il film fa parte del progetto ACROSS.VIDEO ideato e curato da Cristina Nisticò dal 2004 per il Detour. Dal 2016 collaborano al progetto Ornella Vaiani e Vera Fusco.
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A train travelling from one coast of North America to the other is home to a revolving community of artists, performers and musicians, including Patti Smith and Beck. They collaborate and share their visions in a series of short happenings. First release at the Sundance Film Festival. 
Doug Aitken is an American artist and filmmaker. Defying definitions of genre, he explores every medium, from film and installations to architectural interventions. His work has been featured in numerous exhibitions around the world, in such institutions as the Whitney Museum of American Art, The Museum of Modern Art, the Vienna Secession, the Serpentine Gallery in London and the Centre Georges Pompidou in Paris. He participated in the both the 1997 and 2000 Whitney Biennials, and earned the International Prize at the Venice Biennale in 1999 for the installation “electric earth”. Aitken received the 2012 Nam June Paik Art Center Prize.

Con/with Patti Smith/ Beck/ Jackson Browne/ Cold Cave, Cat Power / Ernesto Neto / Olafur Eliasson / Dan Deacon / Thurston Moore / Ed Ruscha / Doug Aitken / Mark Bradford / Giorgio Moroder / Mavis Staples / Cat Power/ / Urs Fischer / Lawrence Weiner / William Eggleston / No Age / Ariel Pink’s Haunted Graffiti / Christian Jankowski / Thomas Demand / Mark Bradford / Sasha Frere-Jones / Cold Cave / Stephen Shore / Suicide / Lucky Dragons / Eleanor Friedberger / Gary Indiana / Paolo Soleri/ Scott Dadich / The Congos / Savages / Aaron Koblin / Sun Araw / Liz Glynn / Yoshimio Trio / THEESatisfaction / White Mystery / Sam Falls / Black Monks of Mississippi/ Cornbread Harris / Bloodbirds / Kate Casanova / The Conquerors / Jonah Bokaer / Destruction Unit / Mike Reynolds / Kansas City’s Marching Cobras / Rick Prelinger.

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L’INGREDIENTE SEGRETO in anteprima romana

febbraio 23, 2019 in Archivio, on the road preview 2019, programmazione da cinedetour

Cinema Detour, Via Urbana 107 Roma
Sabato 23 febbraio 2019 ore 21 / February 23 Saturday 2019 h9 pm

On the Road Film Festival Preview 2019 in collaborazione con Lab80 Film presenta
Miglior Film Bergamo Film Meeting 2018.

L’INGREDIENTE SEGRETO
di/by Gjorce Stavreski (Macedonia, Grecia 2017, 104′, v.o. macedone con sottotitoli in italiano) 

ITA (SCROLL FOR ENG)

Skopje, Macedonia. Con l’economia in recessione e lo stipendio in ritardo di mesi Vele, un meccanico che lavora in un deposito ferroviario, lotta ogni giorno per poter comprare le medicine al padre malato. Quando trova casualmente un pacchetto di marijuana nascosta su un treno in arrivo, lo ruba per fare una torta a suo padre, sperando di alleviarne i dolori e spacciandogliela come un nuovo trattamento sperimentale. Ben presto la voce sui miracolosi poteri curativi di Vele si diffonde e lui all’improvviso si trova messo alle strette da una coppia di gangster, alla ricerca della droga, e dai petulanti vicini che fanno la coda fuori dal suo appartamento per reclamare la ricetta della torta “dei miracoli”.

Note di regia. «Sono stato testimone della lotta della gente comune nel mio Paese. In quei tempi selvaggi, il neoliberismo in salsa balcanica aveva ridotto i nostri valori a una lotta per accaparrarsi quanto più denaro e quanto più potere possibile e — per citare un personaggio del film — il resto che andasse al diavolo. I farmaci erano insufficienti e gli ospedali privati traevano enormi profitti cercando di spremere al centesimo i cittadini malati e più disperati. I bambini morivano alla nascita e l’aria era inquinata. La gente cercava conforto nell’astrologia, nelle teoria della cospirazione e nelle scommesse. I guaritori fasulli si moltiplicavano: armati di pillole sbiancate dai poteri miracolosi, “acqua intelligente” e dolci alle spezie, offrivano il niente a cifre affatto inferiori. Ma ciò che costa meno pare di certo meglio, quando lo stipendio è in ritardo. Ironicamente, l’umorismo servì da antidoto a quei tempi grigi. Usato come una specie di judo dell’anima, la gente imparò a ridere delle proprie disgrazie, disinnescando le proprie tristi vite. Ed è così che nasce la mia storia: pagina dopo pagina, come due navi in rotta di collisione, l’umorismo e il dolore si sfidano in duello. L’umorismo è piùcome un sottomarino, che riemerge quando meno te lo aspetti e attacca ferocemente il dolore ipocrita, che con orgoglio solca le acque agitate dell’ingiustiza del vivere», Gjorce Stavreski.

Biografia del regista. Gjorce Stavreski (Skopje, Repubblica di Macedonia, 1978) si è diplomato in regia alla Facoltà di Arti Drammatiche a Skopje. È un apprezzato professionista dell’audiovisivo, con all’attivo film, documentari e (oltre 100) spot commerciali, in qualità di regista, produttore e sceneggiatore. I suoi film sono stati presentati in numerosi festival in giro per il mondo, dove hanno ricevuto importanti riconoscimenti. Da bambino è stato un prodigio della matematica e ha ricevuto il prestigioso premio internazionale “13 novembre” per la matematica e le scienze. Dice di sé: «Sono un appassionato fotografo, uno dei fondatori della compagnia di produzione Fragment Film e un fanatico del Sudoku».
 
ENG Secret Ingredient

Skopje, Macedonia. With the economy in recession and wage payments months overdue Vele, a mechanic who work in a train depot, struggles to afford medicine for his ailing father afflicted with a cancer. When he accidentally finds in a wagon a packet of marijuana, clandestinely smuggled and hidden on an incoming train, he steals it to make a cake for his father, to relieve his pains and passing it off as an experimental new treatment. Soon the grapevine is buzzing with news of Vele’s miraculous healing powers and he suddenly finds himself cornered by an odd-couple of gangster goons on the trail of the drugs and the nosy neighbors who queue outside his apartment door to clamor the recipe for the “healing” cake.

Direction’s statements. «I have witnessed the struggle of common people in my country. In those wild times, the Balkan flavored neoliberalism reduced our human values to grabbing as much money and power as possible and — let me quote a character from the film — the rest could go to hell. Medicine was in short supply and private hospitals were making huge profits squeezing every penny from sick and desperate people. Babies were dying at birth and air got polluted. People turned to astrology, conspiracy theories and betting. Fake healers boomed: armed with miracle bleach pills, “smart water” and space cakes, they offered nothing for less money. But less is more when the salary is long overdue. Ironically, the humor served as an antidote to our grey reality. By using it as a kind of mental judo, folks learned to laugh at their pain so they can disarm their grim lives. And that’s how my story was born: page after page, like two ships heading for a collision, the humor and the pain fought a battle in my script. The humor was more like a submarine, surfacing when you least expect it and viciously attacking the self-righteous pain sailing proudly in the rough waters of life’s unfairness», Gjorce Stavreski.

About the director. Gjorce Stavreski (Skopje, Republic of Macedonia, 1978) graduated from the Department of folm direction at the Faculty of Dramatic Arts in Skopje. He is an awarded film and video professional who has made films, documentaries and (over 100) commercials, working as director, producer and screenwriter. His films were shown on many festivals throughout the world where he has won international awards. He was a math prodigy as a kid and is a recipient of a prestigious national award “13th of November” for math and sciences. About himself he says: «I’m an avid photographer, a founder of Fragment Film production company and a Sudoku nerd».
 
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ALL THESE SLEEPLESS NIGHTS > Miglior Regia Sundance Film Festival

febbraio 24, 2019 in Archivio, on the road preview 2019, programmazione da cinedetour

Cinema Detour, Via Urbana 107 Roma
Domenica 24 febbraio 2019 ore 18.30 / February 24 2019, Sunday 6.30pm

On the Road film Festival Preview 2019 in collaborazione con I WONDER Pictures

Miglior Regia – Sundance Film Festival

ALL THESE SLEEPLESS NIGHTS
di/by Michal Marczak (Polonia 2016, 102′, v.o. sott. italiano). Titolo originale Wszystkie nieprzespane noce.


Vincitore del Sundance Film Festival 2016, All These Sleepless Nights, del giovane regista polacco Michal Marczak, dopo un passaggio al Trieste Film Festival, arriva finalmente a Roma al Cine Detour, nell’ambito di On the Road Film Festival Preview.

Kris ha rotto con la sua ragazza e gli si apre davanti un mondo pieno di occasioni. Lui e il suo amico Michal, due studenti di storia dell’arte, iniziano a vagare in una Varsavia notturna, lasciandosi guidare dal desiderio in una inarrestabile ricerca di se stessi. Quando poi Kris si innamora dell’ex fidanzata di Michal, l’affascinante Eva, l’amicizia tra i due ragazzi viene messa in discussione. Tra rave improvvisati e feste in spiaggia, Marczak traccia un racconto universale e senza tempo sulla giovinezza.
Si tratta di “uno di quei film inclassificabili e dunque imprevedibili, spiazzanti. Anzi, definirlo documentario, vorrebbe dire perdere la dimensione, puramente Nouvelle Vague, di intreccio inestricabile tra recitazione e istanti di verità, brandelli di scrittura in contesti improvvisati e lirismo quotidiano, stratificazione continua di toni tra il drammatico, il tragico, il comico e il disperato, che sostanziano questo film facendone un oggetto decisamente inusuale – e dunque preziosissimo – nel panorama del cinema contemporaneo.” (Alessandro Aniballi/Quinlan)

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LA DONNA ELETTRICA di Benedikt Erlingsson. Festival di Cannes 2018

febbraio 24, 2019 in Archivio, on the road preview 2019, programmazione da cinedetour

Cinema Detour, Via Urbana 107 Roma
Domenica 24 febbraio 2019 ore 20.30 / February 24 2019, Sunday 8.30pm

Festival di Cannes 2018 / On the Road film Festival Preview 2019

LA DONNA ELETTRICA Woman at War
Regia /Director Benedikt Erlingsson

ITA. Accolto con entusiasmo all’ultimo Festival di Cannes, La donna elettrica è una commedia travolgente e fuori dagli schemi, capace di unire emozione, impegno e divertimento. La protagonista, Halla, sembra una donna come le altre, ma dietro la routine di ogni giorno nasconde una vita segreta: armata di tutto punto compie spericolate azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, la splendida Islanda. Quando però una sua vecchia richiesta d’adozione va a buon fine e una bambina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrà affrontare la sua sfida più grande… Già regista dell’acclamato Storie di cavalli e di uomini, Benedikt Erlingsson colpisce al cuore con un ritratto di donna memorabile e un omaggio al paesaggio islandese di struggente bellezza.

NOTE DI REGIA di Benedikt Erlingsson.

I diritti della Natura. C’è una connessione forte tra i miei due film, Storie di cavalli e di uomini e La donna elettrica. Si tratta di qualcosa di cui sono diventato davvero consapevole solo dopo aver ultimato quest’ultimo, ossia l’idea fondamentale che i “diritti della Natura” dovrebbero essere di fatto considerati allo stesso livello dei “diritti umani”. I diritti della Natura dovrebbero essere protetti con forza in ogni costituzione e difesi da leggi internazionali. Tutti noi dobbiamo capire che la natura incontaminata ha un diritto intrinseco a esistere, una necessità che va al di là dei bisogni dell’uomo e del nostro sistema economico. A volte succede invece che lo stesso Stato, che nei paesi democratici si dà per scontato che sia uno strumento creato dal popolo per il popolo, possa essere facilmente manipolato da interessi particolari contro il bene comune. Quando guardiamo alle grandi sfide che dobbiamo affrontare sulle questioni ambientali, questo ci appare perfettamente chiaro. Ne La donna elettrica questo tema diventa terreno fertile per una commedia, ma nella realtà, in alcuni paesi, è piuttosto l’argomento per una tragedia. Vorrei citare a proposito due donne che considero delle eroine: Berta Cáceres in Honduras e Yolanda Maturana in Colombia. Entrambe attiviste per l’ambiente, sono state assassinate da chi aveva grandi interessi nelle terre che esse provavano e difendere.

Ribelli islandesi. Halla è un nome molto comune in Islanda, ma ha anche dei riferimenti storici e culturali precisi. Halla e il marito Eyvindur sono stati gli ultimi fuorilegge nella storia del paese, sopravvivendo in fuga per oltre vent’anni nel diciassettesimo secolo. Erano ladri di pecore e ribelli e molte storie su di loro sono state raccontate e fanno parte del patrimonio culturale tradizionale degli islandesi. Nel 1918, esattamente 100 anni fa, il padre del cinema svedese Victor Sjöström ha dedicato ai due uno dei suoi film più famosi, I proscritti.

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ENG. Halla, a woman in her forties, declares war on the local aluminum industry to prevent it from disfiguring her country. She risks all she has to protect the highlands of Iceland-but the situation could change with the unexpected arrival of a small orphan in her life.

DIRECTORS STATEMENT. This movie is meant to be an heroic tale set in our world of imminent threat. An heroic tale told as an adventure. A serious fairy tale told with a smile.
Our hero serves in this world as a kind of Artemis, the protector of the untouched and wild. Alone, facing a quickly changing planet, she assumes the role of saving mother earth and its future generations. Our point of view is very close to our hero’s, which is how and why we access her inner life.

 

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