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THE
LAST HORROR MOVIE "Mi rendo conto che questo non è quello che
vi aspettavate... lasciatemi spiegare... Ho registrato sopra
il film che avete affittato al negozio, ma non spegnete... la
caratterizzazione dei personaggi era piatta e i dialoghi
francamente erano imbarazzanti... Io penso che troverete
QUESTO molto più interessante... ".
The
Last horror movie non è l'ennesimo film
che tenta di rinverdire il mito degli snuff movies. Né l'ennesimo
tentativo di riflessione sul rapporto ambiguo che si
instaura fra la scena di una pellicola dell'orrore e
il suo spettatore, diviso fra distogliere lo sguardo
e indugiare compiaciuto nei particolare più disturbanti.
E' anche questo. Ma non solo. L'interesse della pellicola
va oltre alle riflessioni, pur presenti, sul ruolo voyeuristico
dello spettatore ("Me evil, you good, uh? ",
si chiede il protagonista rivolgendosi proprio a chi
guarda, ma è solo una provocazione), o sul rapporto
fra fruizione della rappresentazione della violenza e
inclinazione ad essa ("Forse ho visto troppi film
violenti ", ma anche qui una risata sarcastica rivela
fin troppo esplicitamente il tono di ridicolizzazione
di considerazioni di questo genere), o anche del tentativo
di confondere le acque rendendo il più possibile
intangibile il confine fra realtà e immaginazione,
costringendo lo spettatore a prefigurare la violenza
in modo peggiore di quella che è, rivelandosi
così a sé stesso molto più disturbante
e disturbato della mente "perversa" del protagonista.
Possiamo rintracciare anche un tentativo di rivisitare
certi stilemi del cinema horror in maniera più o
meno citazionistica (come ad esempio quello del rapporto
morboso fra "mad doctor" e il suo succube e plagiato
servitore), o il tentativo di ricavare un'etica/alibi
della pratica della violenza come sorta di rivolta antiborghese
("Io sto facendo quello che mi piace. Tu stai facendo
quello che ti piace? ").
   Ma l'aspetto più interessante
della pellicola di Julian Richards, a mio avviso, consiste
in altro. In quello che nel film viene definito "l'esperimento".
Quello che colpisce duro sullo spettatore, senza lasciare
spazio a strizzatine d'occhio da horrorofilo consumato
che ormai ha visto tutto, è l'aspetto "performativo" dell'esibizione
dell'inflizione alla vittima della violenza. Una rappresentazione
che punta dritto alle controverse emozioni suscitate
dalla morte violenta, rese credibili da una recitazione
che mette in scena una spietata efferatezza che ci
vorrà qualche giorno per essere cancellata dalle
vostre palpebre quando proverete a chiuderle. Provate
a concentrarvi sullo sguardo o sul respiro delle
vittime. Bando al parossismo grandguignolesco o al gore
insostenibile, ma in fondo asettico, in stile Guinea
Pig o Aftermath. Il realismo è nell'aspetto
emozionale della violenza.
"Siete pronti? "
by "MEDIA BLITZ"
FILMOGRAFIA
DI JULIAN RICHARDS
The Last Horror Movie (2003)
Silent Cry (2002)
Darklands (1996)
A Mutter of Voices (1994) (TV)
Bad Company (1992)
In with the Rent (1990) (TV)
Queen Sacrifice (1988)
Pirates (1987)
"Brookside" (1982) TV Series
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