RECENSIONI

LA VITA SEGRETA DELLE PAROLE
(La vida secreta de las palabras - Spagna 2005)
Regia di Isabel Coixet. Con Sarah Polley, Tim Robbins, Julie Christie, Javier Cámara, Sverre Anker Ousdal, Steven Mackintosh, Eddie Marsan

"La vita segreta delle parole" è la discesa all'inferno di due persone disperate, un uomo temporaneamente cieco per colpa di un incidente, logorato dai sensi di colpa e una donna, vittima della guerra nei Balcani, che ha sofferto tutto quello che una persona può patire in una sola vita.

Queste due persone legano le loro anime, le loro sofferenze, le loro vite desolate in un "non luogo" come è quello di una piattaforma petrolifera nel mare del nord. Tra di loro crescerà una strana intimità, un vincolo del quale non usciranno indenni e cambierà le loro vite per sempre.

La regista Isabel Coixet ci presenta un film denso di parole che hanno una vita segreta, di quelle in cui la simbologia va oltre il semplice significato che abbiamo in un vocabolario. Parole quasi mai dette, che ci fanno soffrire, chiuse nei ricordi; si avvicinano a chi ha bisogno di sentirle, a chi ha necessità di dirle per raggiungere liberazione e salvezza. Comincia

così la parità dialettica che provocherà la simbiosi fondamentale tra i due protagonisti; incroci di parole, stati d'animo, dolori, passioni e segreti inconfessabili; parole che molte volte non meritano di essere nominate ma narrate.

Le parole sulla piattaforma hanno un senso magico e miracoloso, perché è un posto dove è impossibile assentarsi per troppo tempo ma allo stesso tempo è il luogo perfetto per essere lasciati in pace. Ogni persona ha uno spazio limitato ma gode della propria solitudine della libertà della propria esistenza; essere re in un piccolo regno colpito da milioni di onde ogni giorno. In questa solitudine coabitano persone solitarie che si cercano, si amano, cucinano, alimentano le speranze e ascoltano il silenzio.Nonostante tutto ci sono cose che le parole non possono descrivere, come il tatto delle cicatrici che rigano il petto di Hannah come una mappa, in quel luogo esatto dove da sempre è ubicato il sentimento dell'amore, dell'immenso e del desiderio. Josef (un eccellente Tim Robbins) la sostiene in ognuna delle sue confessioni mentre Hannah si libera del suo mutismo.

"La vita segreta delle parole" parla di come sopravvivere al passato, come superarlo e come condividerlo con il presente. Troviamo, inoltre, l'eterno conflitto tra cinismo e idealismo, tra speranza e realtà. Il paesaggio rafforza questa idea: il fumo, le fabbriche, la pioggia, il vento, e milioni di onde che si scagliano contro le colonne che sostengono la piattaforma.

Ma c'è anche una storia di pace, guerra ed ecologia, contro la tortura umana e le sue conseguenze.
Il personaggio di Hanna è un simbolo di tutte le vittime che provano vergogna di sopravvivere ad atrocità commesse nei conflitti bellici come la ex - Yugoslavia.

Non mancano i riferimenti ecologisti: la presenza dell'oceanografo che misura le onde è la voce che critica gli abusi commessi dall'uomo contro la natura.
Non possiamo neanche tralasciare il cuoco Simòn, che combatte la noia creando cene a tema per gli abitanti della piattaforma accompagnata da musica del paese da dove proviene la ricetta; ma ci sono anche altri personaggi e ognuno di loro dà la propria forza in una storia di onde.
Un film sul peso del passato, sul silenzio dinanzi alle tormente, su venticinque milioni di onde, sul potere dell'amore malgrado le più terribili circostanze.

di Gabriela Saraullo