Regia
di Isabel Coixet. Con Sarah Polley, Tim Robbins, Julie Christie,
Javier Cámara, Sverre Anker Ousdal, Steven Mackintosh, Eddie
Marsan |

"La vita segreta delle parole" è la discesa all'inferno
di due persone disperate, un uomo temporaneamente cieco per colpa
di un incidente, logorato dai sensi di colpa e una donna, vittima
della guerra nei Balcani, che ha sofferto tutto quello che una
persona può patire in una sola vita.
Queste due persone legano le loro anime,
le loro sofferenze, le loro vite desolate in un "non luogo" come è quello di una
piattaforma petrolifera nel mare del nord. Tra di loro crescerà una
strana intimità, un vincolo del quale non usciranno indenni
e cambierà le loro vite per sempre.
La regista Isabel Coixet ci presenta un
film denso di parole che hanno una vita segreta, di quelle in
cui la simbologia va oltre il semplice significato che abbiamo
in un vocabolario. Parole quasi mai dette, che ci fanno soffrire,
chiuse nei ricordi; si avvicinano a chi ha bisogno di sentirle,
a chi ha necessità di dirle
per raggiungere liberazione e salvezza. Comincia
così la parità dialettica che provocherà la
simbiosi fondamentale tra i due protagonisti; incroci di parole,
stati d'animo, dolori, passioni e segreti inconfessabili; parole
che molte volte non meritano di essere nominate ma narrate.
Le parole sulla piattaforma hanno un senso
magico e miracoloso, perché è un posto dove è impossibile
assentarsi per troppo tempo ma allo stesso tempo è il
luogo perfetto per essere lasciati in pace. Ogni persona ha uno
spazio limitato ma gode della propria solitudine della libertà della
propria esistenza; essere re in un piccolo regno colpito da milioni
di onde ogni giorno. In questa solitudine coabitano persone solitarie
che si cercano, si amano, cucinano, alimentano le speranze e ascoltano
il silenzio.Nonostante tutto ci sono cose che le parole
non possono descrivere, come il tatto delle cicatrici che rigano
il petto di Hannah come una mappa, in quel luogo esatto dove
da sempre è ubicato
il sentimento dell'amore, dell'immenso e del desiderio. Josef (un
eccellente Tim Robbins) la sostiene in ognuna delle sue confessioni
mentre Hannah si libera del suo mutismo.
"La vita segreta delle parole" parla di come sopravvivere
al passato, come superarlo e come condividerlo con il presente.
Troviamo, inoltre, l'eterno conflitto tra cinismo e idealismo,
tra speranza e realtà. Il paesaggio rafforza questa idea:
il fumo, le fabbriche, la pioggia, il vento, e milioni di onde
che si scagliano contro le colonne che sostengono la piattaforma.
Ma
c'è anche una storia di pace,
guerra ed ecologia, contro la tortura umana e le sue conseguenze.
Il
personaggio di Hanna è un simbolo di tutte le vittime
che provano vergogna di sopravvivere ad atrocità commesse
nei conflitti bellici come la ex - Yugoslavia.
Non mancano i riferimenti
ecologisti: la presenza dell'oceanografo che misura le onde è la
voce che critica gli abusi commessi dall'uomo contro la natura.
Non possiamo
neanche tralasciare il cuoco Simòn, che combatte
la noia creando cene a tema per gli abitanti della piattaforma
accompagnata da musica del paese da dove proviene la ricetta; ma
ci sono anche altri personaggi e ognuno di loro dà la propria
forza in una storia di onde.
Un film sul peso del passato, sul silenzio
dinanzi alle tormente, su venticinque milioni di onde, sul potere
dell'amore malgrado le più terribili circostanze.
di
Gabriela Saraullo |