RECENSIONI

V PER VENDETTA
Regia Di James McTeigue. Con Hugo Weaving, Natalie Portman (2006)

"V per Vendetta" è ambientato in una Londra del futuro, in una linea di tempo alternativa dove, come conseguenza di una catastrofe biologica, l’Inghilterra è uno stato totalitarista, dove non c’è libertà.
Eventi che nel nostro mondo non accadono dai tempi della guerra fredda, in questo film sono la quotidianità: coprifuoco, reti televisive soltanto del governo, spionaggio, repressione, ecc. In questo circo "imperialista" un uomo che si fa chiamare "V" cambia tutto, è un terrorista nascosto sotto la maschera di Guy Fawkes: il personaggio rivoluzionario del XVII sec. che tentò di far saltare in aria il parlamento inglese in difesa dei cattolici.
Nel film insegue una ambizione missione: quella di restituire il potere al popolo. Questo protragonista è una fusione tra il fantasma dell’Opera e il conte di Montecristo, anarchico e illuminato, rivoluzionario senza esercito, si muove in nome e per conto della vendetta.

Il protagonista è un solitario vittima della feroce dittatura di stampo nazista, avvolto in un mantello nero, è bravo con i coltelli e nelle arti marziali, cita versi di Shakespeare e nasconde il suo volto, amante e difensore dell’arte bandita dal regime totalitarista.

In questa storia dalle sfumature socio politiche esiste un’altra sentimentale. Durante la notte del suo primo attacco, "V" difende Evey (Natalie Portman) dai soprusi della polizia segreta e tra di loro si creerà un vincolo di amore-odio, la giovane donna diventerà una alleata e una ricercata dal governo.

Sarebbe superficiale affermare che la trama si limita alle avventure di un terrorista e la relazione con la donna. Il tema centrale che porta ad una profonda riflessione risiede nel parallelismo di questo mondo ipotetico e immaginario con i governi attuali. Il disprezzo verso il "diverso", l’emarginazione per colpa delle preferenze sessuali o religiose, la corruzione della chiesa e dei politici, la scienza al servizio dell’abuso e la repressione sono il vero contenuto di questa narrazione tratta liberamente dal romanzo a fumetti di Alan Moore.

I fratelli Wachowski comunicano che per loro non c’è peggiore prigione che il mondo così com’è; "V per Vendetta" si sviluppa in un futuro molto vicino, il conflitto nucleare che appare nei fumetti di Moore, viene sostituito dal terrorismo biologico e il governo è in mano ad un gruppo di filo nazisti che donano al popolo l’illusione di libertà e tranquillità.

Hugo Weaving, anche se dietro una maschera è eccezionale, con un linguaggio corporale che rasenta l’istrionismo. Non è soltanto un patriota che vuole dare la libertà al popolo, è un simbolo e un’ideale che vuole motivare e ispirare le masse attraverso gli stessi mezzi di comunicazione che il governo utilizza per spacciare le proprie menzogne.

E’ facile immaginare paralleli con il mondo attuale come ad esempio: l’eliminazione della libertà individuale sotto forma di "sicurezza", l’utilizzo distorto dei mass media, la paura come perfetto mezzo di controllo e la corruzione delle alte sfere del potere.

Ciò che il film vuole denunciare è il richiamo alla responsabilità dell’individuo che invece delega la propria vita a entità politiche corrotte. Una sceneggiatura che tenta di spronare lo spettatore ad una presa di coscienza, a stimolare lo spirito e lasciare a noi la scelta di valutare se le idee della storia rimangono soltanto una ipotesi di fantapolitica oppure se esiste un qualche riferimento con la realtà in cui viviamo.

di Gabriela Saraullo