
"V per Vendetta" è ambientato
in una Londra del futuro, in una linea di tempo alternativa dove,
come conseguenza di una catastrofe biologica, l’Inghilterra è uno
stato totalitarista, dove non c’è libertà.
Eventi che nel nostro mondo non accadono dai tempi della guerra
fredda, in questo film sono la quotidianità: coprifuoco,
reti televisive soltanto del governo, spionaggio, repressione,
ecc. In questo circo "imperialista" un uomo che si fa
chiamare "V" cambia tutto, è un terrorista nascosto
sotto la maschera di Guy Fawkes: il personaggio rivoluzionario
del XVII sec. che tentò di far saltare in aria il parlamento
inglese in difesa dei cattolici.
Nel film insegue una ambizione missione: quella di restituire il
potere al popolo. Questo protragonista è una fusione tra
il fantasma dell’Opera e il conte di Montecristo, anarchico
e illuminato, rivoluzionario senza esercito, si muove in nome e
per conto della vendetta.
Il protagonista è un solitario vittima della feroce dittatura
di stampo nazista, avvolto in un mantello nero, è bravo
con i coltelli e nelle arti marziali, cita versi di Shakespeare
e nasconde il suo volto, amante e difensore dell’arte bandita
dal regime totalitarista.
In questa storia dalle sfumature socio politiche esiste un’altra
sentimentale. Durante la notte del suo primo attacco, "V" difende
Evey (Natalie Portman) dai soprusi della polizia segreta e tra
di loro si creerà un vincolo di amore-odio, la giovane donna
diventerà una alleata e una ricercata dal governo.
Sarebbe superficiale affermare che la trama si limita alle avventure
di un terrorista e la relazione con la donna. Il tema centrale
che porta ad una profonda riflessione risiede nel parallelismo
di questo mondo ipotetico e immaginario con i governi attuali.
Il disprezzo verso il "diverso", l’emarginazione
per colpa delle preferenze sessuali o religiose, la corruzione
della chiesa e dei politici, la scienza al servizio dell’abuso
e la repressione sono il vero contenuto di questa narrazione tratta
liberamente dal romanzo a fumetti di Alan Moore.
I fratelli Wachowski comunicano che per loro non c’è peggiore
prigione che il mondo così com’è; "V per
Vendetta" si sviluppa in un futuro molto vicino, il conflitto
nucleare che appare nei fumetti di Moore, viene sostituito dal
terrorismo biologico e il governo è in mano ad un gruppo
di filo nazisti che donano al popolo l’illusione di libertà e
tranquillità.
Hugo Weaving, anche se dietro una maschera è eccezionale,
con un linguaggio corporale che rasenta l’istrionismo. Non è soltanto
un patriota che vuole dare la libertà al popolo, è un
simbolo e un’ideale che vuole motivare e ispirare le masse
attraverso gli stessi mezzi di comunicazione che il governo utilizza
per spacciare le proprie menzogne.
E’ facile immaginare paralleli con il mondo attuale come
ad esempio: l’eliminazione della libertà individuale
sotto forma di "sicurezza", l’utilizzo distorto
dei mass media, la paura come perfetto mezzo di controllo e la
corruzione delle alte sfere del potere.
Ciò che il film vuole denunciare è il richiamo alla
responsabilità dell’individuo che invece delega la
propria vita a entità politiche corrotte. Una sceneggiatura
che tenta di spronare lo spettatore ad una presa di coscienza,
a stimolare lo spirito e lasciare a noi la scelta di valutare se
le idee della storia rimangono soltanto una ipotesi di fantapolitica
oppure se esiste un qualche riferimento con la realtà in
cui viviamo.
di Gabriela
Saraullo |