RECENSIONI

PROFUMO (Perfume: The Story of a Murderer)
Regia di Tom Tykwer. Con con Ben Whishaw, Dustin Hoffman, Rachel Hurd-Wood o (2006)

“Profumo”, racconta la storia di Jean Baptiste Grenouille, nato nel XVIII° sec. in mezzo all’immondizia ed al fetore del mercato del pesce e cresciuto in ospizi ed ambienti ostili. Tuttavia c’era qualcosa che lo rendeva diverso, nel sudiciume dei bassifondi di Parigi, riceve in dote dalla nascita il portentoso dono di poter percepire tutti gli odori del creato.

A 20 anni riesce a lavorare come profumiere, impara a distillare le essenze e a creare profumi. Grenouille voleva catturare tutti gli odori che lo circondavano: il cristallo, il rame e soprattutto quello delle donne. Il suo tormento continuo era quello di creare un profumo perfetto, composto dall’essenza dell’amore, e cioè l’essenza dei corpi di giovani donne vergini per poi “distillarle”. Per realizzare questo progetto si trasforma in uno spietato e crudele assassino.

Tredici essenze compongono il profumo perfetto e tredici sono le donne assassinate. La creazione di una sostanza irresistibile che metta tutto il mondo ai suoi piedi e la ricerca inconscia di se stesso diventano le sue ossessioni .

Grenouille non consoce il concetto del bene e del male; per lui esiste soltanto l’odore delle cose che possono ispirare l’amore nelle persone. Il suo desiderio di esistere sarà il suo leit-motiv per cercare un’identità aromatica attraverso l’unione di 13 fragranze femminili.

Qualunque persona odorasse il profumo sentiva il bisogno e l’impulso di amare con lussuria, senza pregiudizi, come incantati; rappresentava l'aroma dell’amore, del potere su tutti gli esseri umani, l’aroma che alla fine farà a pezzi proprio Grenouille. Il protagonista è una specie di eroe, un essere unico e geniale e al tempo stesso un criminale, un assassino senza coscienza ne rimorso per i suoi crimini. Una miscela ambivalente dove l’esaltazione del senso olfattivo ci porta nel mondo degli odori e si contrappone con la mentalità narcisistica del personaggio centrale.

Trasposizione cinematografica del famoso libro di Patrick Süskind, dove vengono evocate spettacolari immagini al fine di trasmettere il profumo dei luoghi, delle cose e delle persone. Uno sforzo cinematografico, dato che il romanzo prevedeva lunghissime parti descrittive a fronte di un dialogo scarno.

Film complesso con l’ambizione di portare il film muto nel cinema sonoro, dove il regista riesce a sostituire gli odori con le immagini poiché la porta di comunicazione è l’olfatto del protagonista. I fotogrammi sono ammaliatori: scene scure e misteriose all’ombra delle luci delle candele, belle donne dai capelli rossi, grandi campi di lavanda, scene che ricostruiscono con passione i dettagli dal tardo Barocco, i costumi, le città e le delicate etichette sulle boccette di profumo. Il momento in cui Grenouille deve essere giustiziato dal boia nella piazza del paese per i crimini commessi, si trasforma in una scena orgiastica, dove tutti sono inebriati dall’odore del profumo creato da lui e invece di odio sentono un grande amore, tale da amarsi liberamente gli uni con gli altri. Il protagonista va via in lacrime e abbattuto dopo essersi reso conto che anche tenendo tra le mani la sintesi del profumo perfetto non sarà mai amato per quello che è; per lui nessuno dimostra attenzione ne prova amore.

La sua solitudine è immensa e insopportabile a tal punto che decide di porre fine ad essa.
Arrivato a Parigi si sommerge dell’essenza perfetta e suscita così tanta passione negli altri che il suo corpo svanisce tra i morsi dei barboni e delleprostitute.

di Gabriela Saraullo