di
Gabriela Saraullo
Fin
dove possiamo arrivare per scappare dalla memoria?
Dove dobbiamo arrivare per recuperare la storia della nostra famiglia?
"Ogni cosa è illuminata" parla di viaggi reali
e simbolici, un viaggio fisico ed emozionante verso lontane terre
e tempi passati; attraverso il quale il protagonista crescerà e cambierà profondamente.
Quello che inizia come un viaggio per ritrovare la storia della famiglia
si trasforma in un'odissea gremita di rivelazioni: i ricordi, i
segreti, l'olocausto, l'amicizia e l'amore.
Questi sono gli elementi
fondamentali che nutrono il viaggio del giovane ebreo (Jonathan)
in Ucraina, per ritrovare la donna che salvò suo nonno dai
nazisti.
Opera prima di Liev Schreiber (tratto dal romanzo di J.
Safran Foer), film carico di metafore che fanno da cornice a splendide
immagini e riflessioni che riecheggiano nella mente. La parola
tra i protagonisti è importante
ma non fondamentale; c'è verità anche negli sguardi
o nei silenzi.
La vita dei protagonisti si illumina alla fine del
viaggio; dolore, risate, pianti, accettazione di chi siamo e dove
siamo, vite che s'incrociano e rimarranno per sempre legate. L'attesa
e la ricerca del protagonista saranno, alla fine, ricompensate. |