RECENSIONI

LIBERI
di Gianluca Maria Tavarelli - Scenegg.: L. Fasoli, G.M. Tavarelli - Fotografia: Roberto Forza(2002)

Qualche tempo fa parlando con un caro amico ci si confrontava sulla questione che il cinema italiano aveva urgente bisogno di una buona qualità media per uscire dall’impasse da cui versa da oramai molti anni. Il problema resta, mi pare, irrisolto. Nonostante tanta buona volontà anche in questo film mi pare manchi qualcosa. La voglia di strizzare l’occhio alle nuove generazioni con attori sicuramente preparati ma sempre con un più che gradevole aspetto estetico non funziona e francamente ha stancato.

Certamente l’idea di partenza è buona seppur manchi di originalità: in un paesino dell’Abruzzo vite di ragazzi si incrociano. Ognuno di loro ha un bagaglio di esperienze difficili. Particolarmente interessante è la vicenda di Cesco e Vince, rispettivamente padre e figlio.In questo confronto i ruoli si ribaltano: Cesco dopo il licenziamento dalla fabbrica ove lavorava pare regredire e il figlio è costretto ad assumere un ruolo paterno.

Nonostante ciò la sceneggiatura allunga il brodo e pare che il regista voglia dare spazio a molte, troppe per noi, idee, come se ognuno dei personaggi presenti nel film meritasse un approfondimento necessario.

E’ un peccato perché con “Qui non è il paradiso”, sua opera seconda, aveva fatto gridare al nuovo miracolo cinematografico italiano. Triste destino dunque di molti talenti italiani oppure mancate occasioni? Noi propendiamo per la seconda e non vogliamo comunque parlare di occasione mancata. Magari di un colpo basso?

di Massimo Gnoli