RECENSIONI

CRASH - CONTATTO FISICO
di Paul Haggis, con Sandra Bullock, Sean Cory, Matt Dillon (2004)
di Gabriela Saraullo

La scoperta del corpo di un ragazzo nero ucciso è l’evento scatenante,(dal punto di vista dello spettatore), che fa intrecciare le vite di diverse persone nella plurietnica Los Angeles.
I protagonisti sono persone appartenenti a diverse classi sociali ed etnie; tra loro si svilupperanno tensioni razziali, religiose e classiste che rispecchieranno il caos degli abitanti di questa città.
Crash segue il percorso dell’incontro fugace tra i personaggi di diverse razze che lottano per superare le proprie paure nel momento in cui entrano ed escono dalla vita degli altri. Nella zona grigia tra “bianchi” e “neri” tutti sono vittime e aggressori, tutti si scontreranno nel giro di 36 ore; tutti saranno scaraventati e spinti fuori dalla propria quotidianità evidenziando il processo di rabbia e discriminazione che cresce giorno dopo giorno in questa città, dandoci prova delle infinite conseguenze sociali e culturali.
La città degli angeli cosmopolita e caotica fa da sfondo ad una storia dove le persone si incontrano e si perdono, si odiano, si temono, soffrono, piangono e amano; così come afferma il detective: …”per poter incontrarsi, per riuscire a sentire qualcosa, a Los Angeles la gente deve scontrarsi, urtarsi”…. Il film di Haggis propone una narrazione frammentata, insegue i personaggi analizzando le complesse e violente relazioni tra loro, un dramma urbano che approfondisce le vicende e i cambiamenti segnati dal destino proiettando i protagonisti verso un viaggio inaspettato, dove la paura e l’ira si intrecciano conl’ignoranza e la violenza; uno scontro che svilupperà una reazione a catena.
Sembra facile distinguere, in questo insieme di razze e stili di vita, i malvagi dagli eroi; ma sono vulnerabili nella morale e nelle azioni come tutti gli esseri umani.
Non ci sono buoni e cattivi soltanto momenti di odio o tolleranza quotidiana; sono tutti permeati da una percettibile ambiguità morale e nessuno è libero di colpe. Il messaggio può essere diverso per ogni spettatore, forse il più semplice è quello della tolleranza e la redenzione, ma la trama ha diversi livelli più complicati ed intrecciati.
Oltre ad ogni storia, il film si focalizza sulla psicologia dei personaggi, sulla distanza che c’è tra di loro, sulla violenza discriminatoria e sul razzismo. Anche se essi affrontano una situazione particolare, c’è qualcosa che sconfina da ciò che accade e questo agisce come perno comune: il silenzio esistente nella maggior parte dei protagonisti, la sensazione infinita di solitudine che li pervade, la sopraffazione che subiscono perché si sentono scollegati e strappati dal mondo.
Dietro ogni gesto, ogni dialogo e ogni storia si nasconde il grande senso di desolazione e sconforto, dove scontrarsi e urtarsi è una maniera di vivere e sopravvivere.