|
|
ESPLICITO
Il porno nel cinema d'autore
|
|
"Amico
caro, non è più possibile scandalizzare nessuno".
Queste le parole dette da Andrè Breton,
poco prima della sua scomparsa, a Luis Bunuel.
In quel caso ci si riferiva allo "stato di salute"
del movimento surrealista, che aveva fatto dello scandalo e della
provocazione elementi essenziali della sua poetica, ormai superato
in questo dall'evoluzione dei costumi sociali, ma ancor più
sono valide oggi in un'epoca di Grandi Fratelli e Real Tv dove ogni
tabù (persino quello della morte) legato alla legittimità
del mostrabile pare ormai caduto. Nel cinema delle ultime stagioni
(si parla di cinema "normale", non dell'hard relegato
ormai da anni alla visione domestica grazie a VHS e DVD) si è
riscontrata una tendenza a mostrare di più che si è
spinta da un lato verso la spettacolarizzazione della violenza,
svuotata così dei suoi contenuti drammatici, dall'altra nella
descrizione di scene di sesso esplicito che sconfina proprio nell'hard.
E non parliamo (o non soltanto) di pellicole erotiche,
ma del cosiddetto cinema d'autore. C'è anzi da considerare
come il genere erotico, ormai in estinzione, si sia spostato a partire
dagli anni '80 (dai tempi di grandi successi come 9 SETTIMANE E
½) verso una rappresentazione estremamente patinata delle
scene di sesso, eccezion fatta forse, restando in Italia, per il
cinema di Tinto Brass.
In quest'ultima stagione titoli come
LE PORNOGRAPHE o CANICOLA documentano
come il sesso possa essere parte integrante e assolutamente giustificata
di un film, senza le forzature e le gratuità che si possono
riscontrare nelle nostrane commediole natalizie o, peggio, nei varietà
televisivi. Certo il sesso nel cinema non è una novità,
ma la sensazione è quella di assistere ad una evoluzione
linguistica in cui mostrare non è il fine stesso. Ne LA PIANISTE,
altro titolo uscito recentemente, c'è una scena che può
essere presa come esempio di questa nuova tendenza: Isabelle Huppert
si reca in un sexy shop ed entra in una cabina a gettone per assistere
ad una pellicola hard; sedutasi davanti allo schermo recupera da
un cestino un fazzoletto di carta presumibilmente usato da un altro
spettatore e comincia ad annusarlo mentre guarda (e noi con lei)
scene di amplessi. È quasi come se il cinema "alto"
(rappresentato qui da una sua vera e propria icona, la Huppert)
recuperi così, dai margini in cui l'ha relegato, il più
"basso" dei generi, il porno.
Ma,
aggiungiamo, quello che vediamo nei film citati (e in altri da ECCO
L'IMPERO DEI SENSI a LA MASCHERA DI
SCIMMIA) non è porno tout-court in quanto il sesso
è uno dei tanti elementi dell'opera, non quello centrale.
È una questione di misure, di dosaggio delle scene. Tornando
alla frase di Breton va detto che questi film sono stati pressoché
ignorati dal pubblico ed hanno avuto poca risonanza anche sui media.
Sono lontanissimi i tempi in cui il sedere di Marlon Brando suscitava
clamore e scandalo, o quelli in cui la censura si accaniva persino
sulle più innocue commedie dove culi e tette abbondavano.
Neanche la critica s'è troppo soffermata a, perlomeno, constatare
questo nuovo fenomeno cinematografico, ecco perché noi di
CINEMA INVISIBILE proponiamo questa
riflessione.
PROGRAMMA
|
| VENERDI'
26 APRILE |
 |
21.00 |
L'IMPERO DEI SENSI
|
| |
(Giap/Fra 1976, 104')
di Nagisa Oshima Con Ta. Fuji, E. Matsuda. Il rapporto morboso
tra Kichizo, padrone d'albergo e sposato, e la giovane cameriera
Abe Sada porta i due amanti alla ricerca del piacere estremo,
fino all'ultimo amplesso con laccio strangolatore. |
| 22.45 |
INTIMACY |
| |
(Fra/GB 2001, 120')
di Patrice Chereau. Con M.Rylance, K. Fox. Quarantenne divorziato
e con figli, consuma con cadenza settimanale rapporti sessuali
con una sconosciuta. La loro è solo una storia di sesso, non
sanno nulla l'una dell'altro. Tutto fila liscio finché lui,
preso da un'irresistibile curiosità comincia a seguirla. |
| SABATO
27 APRILE |
| 20.45 |
CANICOLA |
|
| |
(Austria 2001, 120') di Ulrich
Seidl Con M. Hofstatter, A. Mrva. Week-end di canicola estiva
alla periferia di Vienna. Tra ipermercati, autostrade e villette
a schiera la gente vive stancamente le giornate afose e monotone.
Il caldo soffocante invade l'atmosfera e l'aria s'impregna
di aggressività latente. Sesso e violenza si mescolano ad
isolamento ed intimità. |
| 22.30 |
GUARDAMI |
| |
(ITA 1999, 95') di Davide Ferrario.
Con Elisabetta Cavallotti, Flavio Insinna Nina, attrice hard,
si divide tra i set di film porno ( e gli uomini che qui incontra)
e la storia d'amore con Cristiana, redattrice di una rivista
per adulti e madre di un bambino. |
| DOMENICA
28 APRILE |
| |
21.00 |
IL FANTASMA |
| |
|
(Portogallo 2000,
90') di Joao Pedro Rodrigues. Con R. Meneses, B. Torcato.
Lisbona. Sergio passa i suoi giorni fra la stanza in affitto
di una modesta pensione, anonimi incontri sessuali con altri
uomini e il suo lavoro di spazzino inseguendo a tutti i costi
le proprie ossessioni: spia uno sconosciuto, fruga nella sua
xpattumiera, penetra in casa sua, quasi lo violenta. rutalmente.
|
| |
22.30 |
LE
PORNOGRAPHE |
| |
|
(Fra/Can, 2001, 108')
di Bertand Bonello. Con J.P. Leaud, J. Regnier. Regista di
film hard "artistici" e libertari negli anni '70, Laurent
fatica ad adattarsi al nuovo modo di girare il porno algido,
squallido, mercificato. Vecchio dentro e fuori, si sente un
outsider. |

E' effettivamente un gran bell'argomento.
Ci ripromettiamo di affrontarlo in maniera più approfondita
quento prima. Per ora, oltre al programma che segue in calce,
vi proponiamo alcuni spunti presi dall'imprenscindibile testo
di Emanuela Martini: "Innamorati
e lecca--lecca - Indipendenti americani anni '60",
Edizioni Lindau, 1991.
[...] La vera domanda
da farsi di fronte a termini come hard core o soft core
non è forse come il sesso sia arrivato ad essere liberalizzato
e conosciuto, ma piuttosto come si sia giunti a strutturare in
termini di rappresentazione cinematografica una maggiore pluralità
di piaceri sessuali.
[...] Nel 1957,
il giudice della Corte Suprema statunitense William Brennan stabilì
una volta per tutte (o così sembrava) che la pornografia
hard core era totalmente priva di una qualunque importanza
sociale che la riscattasse.
[...]"Nel
1972, l'espressione film pornografico hord core divenne
di uso comune, addirittura familiare quando venne abbreviata in
porno. Per la prima volta, film che includevano l'hard
core venivano recensiti sulle pagine degli spettacoli e visti
da una vasta gamma di spettatori, donne incluse. Deep Throat
fu indubbiamente il titolo più famoso, ma Behind the
green door (1971) dei fratelli Mitchell, interpretato dall'energica
ed entusiasta Marylin Chambers, è di gran lunga il migliore.
[...]
(A proposito di Deep Throat, 1971) Per la prima
volta nella storia del cinema americano un pene centrale all'azione
della storia apparve in piena attività sul grande schermo
di una sala normale.
[...]
(Sempre a proposito di Deep Throat, 1971)) Con questa
eiaculazione potrebbe sembrare di essere arrivati alla conclusione
logica di una volontà di conoscenza filmica del corpo,
perseguita dal cinema fin da quando il fotografo Edward Muybridge
proiettò per la prima volta sullo schermo della sua aula
le immagini di una serie di corpi nudi in movimento e fin da quando
Thomas Edison ordinò ai suoi tecnici di fotografare uno
starnuto [...]
|
|