Il Mistero Picasso
Clouzot disegna Picasso
VENERDI' 3 NOVEMBRE 2006
Pablo Picasso
Henry-Georges Clouzot

 

Una chicca imperdibile. Un film raro di una bellezza sconvolgente. Provate ad immaginare di trovarvi nello studio di uno dei più grandi pittori del novecento, di parlare con lui, della sua vita, del suo lavoro, della sua arte. Provate ad immaginarvi di vederlo all'opera, mentre disegna, dipinge, scarabocchia... solo per voi. E' quasi imbarazzante scoprire pennellata dopo pennellata un concetto che prende forma. Dapprima sembrano semplici linee astratte. Non si capisce assolutamente dove vuole andare a parare... e poi piano piano, con molta calma e quasi per magia, si scopre un voltto, un collo, due occhi. Non è un film ma un'esperienza!

Grazie picasso, grazie Cluozot!

Nel nostro piccolo ci limitiamo ad un semplice consiglio... non perdetevelo!


VENERDI' 3 NOVEMBRE
PICASSO
21.00 Le mystère Picasso
  (Francia, 1956). Regia, soggetto e sceneggiatura: Henry-Georges Clouzot. Fotografia: Claude Renoir. Musica: George Auric. Montaggio: Henri Colpi. Interpreti: Picasso, Clouzot.
Durata: 78 min.
Il film mostra Picasso al lavoro. Si assiste alla creazione di una sua opera, seguendo i vari procedimenti e i diversi passaggi del lavoro dell'artista: dai primi segni tracciati sulla tela all'ultimazione dell'opera. Assolutamente sublime!
   

Tratto da RTSI, il sito ufficiale della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana

"Il procedimento che regge questo celebre film sulla pittura è noto: una tela, resa trasparente dalla luce, dietro la quale è posta la cinepresa dell'autore di Les diaboliques. E su questa tela, immacolata, vediamo posarsi i primi segni; poi le linee, quindi le macchie di colore che Picasso, dall'altra parte del cavalletto, sta dipingendo. Il processo è mostrato talora in tempo reale, talaltra con un montaggio progressivo, con le diverse tappe della creazione che da diverse ore si concentrano in pochi minuti. In un caso come nell'altro, IL MISTERO PICASSO è sorretto dall'incomparabile felicità d'invenzione del genio picassiano: dai primi, velocissimi tratti, agli ultimi che completano un quadro che già ci sembrava perfetto, passando attraverso i mutamenti d'ispirazione, i ripensamenti, persino le cancellature, ognuno di questi itinerari è un viaggio nelle meraviglie del genio.
Non solo: questa genesi eternamente rinnovata, proprio per la sua ripetitività, proprio per la facilità portentosa che la ispira, diventa un omaggio commovente all'invenzione dell'uomo, al suo sogno di creare, di spiegare, partendo da quel nulla che, ognuno a modo suo, tenta d'interpretare.

IL MISTERO PICASSO testimonia infine di un altro miracolo: quello della fusione di due linguaggi. Il cinema non è infatti soltanto semplice testimonio: nell'umiltà del ruolo che Clouzot gli ha destinato, il fotogramma cinematografico alimentato dal montaggio ed eventualmente dal commento sonoro e musicale, penetra nel processo creativo pittorico. Fino a spiegarlo, a dettarne i ritmi e le finalità, come in quella straordinaria sequenza durante la quale Picasso deve terminare il dipinto in pochi minuti poiché rimangono soltanto alcuni metri di pellicola nel caricatore. Allora, l'armonia del contrappunto tra i due mezzi espressivi diventa una nuova ragione di meraviglia."

Due righe ed un link sul regista H.G.Clouzot

H.G.Clouzot a réalisé peu de films, seulement 11 long métrages en 27 ans de carrière. C'est que ce cinéaste qui restera, selon moi, comme un des plus important du cinéma français était un homme d'une exigence peu commune dans son métier. Plusieurs fois, Hollywood lui fit des ponts d'or pour le faire venir travailler aus USA. Mais il voulait le contrôle total de ses films. Tout une légende existe sur son comportement odieux avec certains acteurs pendant les tournages. En fait, quand Clouzot tournait, il ne vivait que pour son film et il était simplement plus exigent que le laxisme d'autres metteurs en scène. Il avait une passion pour la photographie ce qui explique la maîtrise de l'éclairage de ses films, surtout ceux en noir et blanc. Enfin, les dialogues ciselés d'une grande finesse d'esprit montrent qu'il aurait pu tout aussi bien être un bon écrivain. Beaucoup lui ont reproché une trop grande noirceur dans les scénarios de ses films : en fait, son passage en Allemagne, puis la guerre l'a beaucoup marqué, ainsi que les épreuves de la vie. Ses premiers films témoignent de l'atmosphère de cette époque.
Bon surf.
G.Seigneur.

Tratte dal sito non ufficiale dedicato al regista (clicca qui per visitarlo)