Una chicca imperdibile. Un film raro di una bellezza
sconvolgente. Provate ad immaginare di trovarvi nello studio di
uno dei più grandi pittori del novecento, di parlare con
lui, della sua vita, del suo lavoro, della sua arte. Provate ad
immaginarvi di vederlo all'opera, mentre disegna, dipinge, scarabocchia...
solo per voi. E' quasi imbarazzante scoprire pennellata dopo pennellata
un concetto che prende forma. Dapprima sembrano semplici linee
astratte. Non si capisce assolutamente dove vuole andare a parare...
e poi piano piano, con molta calma e quasi per magia, si scopre
un voltto, un collo, due occhi. Non è un film ma un'esperienza!
Grazie picasso, grazie Cluozot!
Nel nostro piccolo ci limitiamo ad un semplice
consiglio... non perdetevelo!
VENERDI'
3 NOVEMBRE
PICASSO
21.00
Le mystère Picasso
(Francia, 1956). Regia, soggetto
e sceneggiatura: Henry-Georges Clouzot. Fotografia: Claude
Renoir. Musica: George Auric. Montaggio: Henri Colpi. Interpreti:
Picasso, Clouzot.
Durata: 78 min.
Il film mostra Picasso al lavoro. Si assiste alla creazione
di una sua opera, seguendo i vari procedimenti e i diversi
passaggi del lavoro dell'artista: dai primi segni tracciati
sulla tela all'ultimazione dell'opera. Assolutamente sublime!
Tratto da RTSI,
il sito ufficiale della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana
"Il procedimento che regge questo celebre
film sulla pittura è noto: una tela, resa trasparente dalla
luce, dietro la quale è posta la cinepresa dell'autore di
Les diaboliques. E su questa tela, immacolata, vediamo posarsi i
primi segni; poi le linee, quindi le macchie di colore che Picasso,
dall'altra parte del cavalletto, sta dipingendo. Il processo è
mostrato talora in tempo reale, talaltra con un montaggio progressivo,
con le diverse tappe della creazione che da diverse ore si concentrano
in pochi minuti. In un caso come nell'altro, IL MISTERO PICASSO
è sorretto dall'incomparabile felicità d'invenzione
del genio picassiano: dai primi, velocissimi tratti, agli ultimi
che completano un quadro che già ci sembrava perfetto, passando
attraverso i mutamenti d'ispirazione, i ripensamenti, persino le
cancellature, ognuno di questi itinerari è un viaggio nelle
meraviglie del genio.
Non solo: questa genesi eternamente rinnovata, proprio per la sua
ripetitività, proprio per la facilità portentosa che
la ispira, diventa un omaggio commovente all'invenzione dell'uomo,
al suo sogno di creare, di spiegare, partendo da quel nulla che,
ognuno a modo suo, tenta d'interpretare.
IL MISTERO PICASSO testimonia infine di un
altro miracolo: quello della fusione di due linguaggi. Il cinema
non è infatti soltanto semplice testimonio: nell'umiltà
del ruolo che Clouzot gli ha destinato, il fotogramma cinematografico
alimentato dal montaggio ed eventualmente dal commento sonoro
e musicale, penetra nel processo creativo pittorico. Fino a spiegarlo,
a dettarne i ritmi e le finalità, come in quella straordinaria
sequenza durante la quale Picasso deve terminare il dipinto in
pochi minuti poiché rimangono soltanto alcuni metri di
pellicola nel caricatore. Allora, l'armonia del contrappunto tra
i due mezzi espressivi diventa una nuova ragione di meraviglia."
Due righe ed un link sul
regista H.G.Clouzot
H.G.Clouzot a
réalisé peu de films, seulement 11 long métrages
en 27 ans de carrière. C'est que ce cinéaste qui
restera, selon moi, comme un des plus important du cinéma
français était un homme d'une exigence peu commune
dans son métier. Plusieurs fois, Hollywood lui fit des
ponts d'or pour le faire venir travailler aus USA. Mais il voulait
le contrôle total de ses films. Tout une légende
existe sur son comportement odieux avec certains acteurs pendant
les tournages. En fait, quand Clouzot tournait, il ne vivait que
pour son film et il était simplement plus exigent que le
laxisme d'autres metteurs en scène. Il avait une passion
pour la photographie ce qui explique la maîtrise de l'éclairage
de ses films, surtout ceux en noir et blanc. Enfin, les dialogues
ciselés d'une grande finesse d'esprit montrent qu'il aurait
pu tout aussi bien être un bon écrivain. Beaucoup
lui ont reproché une trop grande noirceur dans les scénarios
de ses films : en fait, son passage en Allemagne, puis la guerre
l'a beaucoup marqué, ainsi que les épreuves de la
vie. Ses premiers films témoignent de l'atmosphère
de cette époque.
Bon surf.
G.Seigneur.