A
dieci anni dall'uscita di Ten, primo splendido album dei Pearl
Jam, il detour dedica - ogni lunedì di aprile - un'intera
serata al gruppo di Seattle.
PROGRAMMA
ore
21.00 - TOURIN' BAND 2000:
Si tratta di una sorta di riassunto video delle tappe americane
compiute dalla band verso la fine del 2000, per un totale di 28
brani equivalenti a circa 2 ore di musica (e immagini). Costituisce
una chicca imperdibile per i fans. Oltre alla opportunità
di potere constatare(per chi non la conoscesse già) lindiscussa
bravura dei Pearl Jam dal vivo, vi è anche la possibilità
di vedere i video di DO THE EVOLUTION, disegnato dal bravo Todd
McFarlane, e di OCEANS, merce rara tenuto conto della riluttanza
della band a girare videoclips. Ad arricchire i contenuti speciali
ci sono due piccoli documentari dedicati alle tappe del tour europeo
e ai membri del gruppo, ed uno dedicato interamente ai fans.
ore
22.45 - SINGLE VIDEO THEORY:
single video theory e' un bel documento che ogni jammers dovrebbe
visionare... non contiene grossi discorsi... grossi pensieri...
e' solamente la ripresa amatoriale di un "quasi padre"
nella sala parto... dove la moglie sta partorendo... yield e'
venuto alla luce qualche mese fa... per molti non e' stata una
sorpresa, per altri si... questo video non e' affatto una sorpresa...
e' una breve cronaca... un piccolo racconto di come sono andate
le cose... la regia e' stata affidata a mark pellington e la produzione
esecutiva a kelly curtis e cameron crowe (ricordate singles, l'amore
e' un gioco?)... la durata complessiva del video e' di circa 45
minuti... forse poco per le 39.000 che costa... comunque... non
ho detto che e' necessario comprarlo... ma visionarlo si! quindi
se non avete soldi... venite a casa mia che lo guardiamo insieme!!!
forse a seguire
- (se ci riusciamo!!!): videostory
(5 video) dei Pearl Jam
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DICONO DI LORO:
Dave Grohl
(batterista dei Nirvana): La prima
cosa che ricordo dei Pearl Jam è stato lascolto di
Alive alla radio, quando vivevo a Seattle. La musica sembrava classic
rock e immaginai il cantante vestito di un trucido giaccone di pelle,
barbuto, grosso e grasso, tormentato e spaventoso. Non li ho visti
suonare sino allo show di San Diego, durante il quale Eddie si arrampicò
sullimpalcatura delle luci. Giuro, si trovava appeso ad unaltezza
di almeno 70 metri, una delle cose più spaventose che abbia
visto in vita mia. Ho visto gente tagliarsi, rompersi le ossa sul
palco. Ma ero davvero terrorizzato, temevo che stesse per morire.
Bono:
Sono un fan dei Pearl Jam, della loro organizzazione,
di ciò che si potrebbe definire la cultura che
circonda il gruppo. E un po come per i Grateful Dead.
Abbiamo pensato molto a quel modo di affrontare il business, molto
West Coast. Sinceramente, non so quanto a lungo gli U2 avranno lenergia
per resistere sulla cresta dellonda. E il modello Pearl Jam/Grateful
Dead è qualcosa di cui andar fieri. Essi contano solo su
se stessi, non dipendono dai media, dalla radio.
Pete Townshend:
Incontrai Eddie Vedder nel 1993, a Berkeley, durante un mio concerto.
Lo riconobbi tra la folla, un po perso e confuso. Dopo passai
unora a parlare con lui. Avrebbe potuto essere una situazione
molto ironica, con me a recitare la parte della vecchia rockstar
che trasmette al giovane la sua saggezza. Non ricordo
bene cosa gli dissi, qualcosa sullaccettazione del suo nuovo
ruolo di rockstar. Il rock aveva riscritto le regole della sua vita,
e queste non gli piacevano.
Chris
Cornell: Stone e Jeff avevano militato nei Green River, con
cui noi Soundgarden avevamo unamichevole rivalità.
Johnny Ramone mi ha confessato una volta di essere rimasto molto
sorpreso dellamicizia che lega band come Pearl Jam e Soundgarden,
mentre allepoca in cui i Ramones emersero a New York tra le
band cera tutto tranne che amore e simpatia.
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