SABATO
4 NOVEMBRE 2006
CINEMA_AVANGUARDIE#2_SITUAZIONISMO
21.00 CRITICA DELLA SEPARAZIONE ("Critique
de la séparation", Francia 1961; 18 min., vers. francese,
sottot. italiani) Debord dirige qui la sua attenzione "sperimentale" al
documentario, pescando da sequenze di repertorio, copertine di libri,
foto ri-fotografate,viste di parigi e del suo quartiere, mischiandole
ad immagini di sè e dei suoi amici per strada e seduti nei caffé.
Debord utilizza tatticamente per la prima volta i sottotitoli per problematizzare
la ricezione delle immagini e del proprio commento in voce. Espande inoltre
il ruolo delle didascalie tra le immagini in chiave ironica.
21.30 LA
SOCIETA' DELLO SPETTACOLO (La socièté du
spéctacle, Fra 1973, 90', versione italiana) di Guy Debord.
Film (e testo filosofico) manifesto del movimento situazionista,
realizzato con la tecnica del detournémént. Una
critica alla società attraverso le sue icone. Decisivo
punto di rottura tra l'impegno intellettualeo e il sistema della
comunicazione globale.
23.00 RÉFUTATION DE TOUS
LES JUGEMENTS, TANT ÉLOGIEUX QU'HOSTILES, QUI ONT ÉTÉ JUSQU'ICI
PORTÉS SUR LE FILM "LA SOCIÉTÉ DU SPECTACLE (Francia,
30', versione francese, sottot. inglesi) In seguito al dibattito
e alle polemice successive al film la società dello spettacolo,
Debord risponde, polemizzando, sia alle critiche che agli elogi ricevuti
dal film.
LA SOCIETA' DELLO SPETTACOLO
(La socièté du
spéctacle, Fra 1973, 90', versione francese oversound italiano)
di Guy Debord. Film manifesto del movimento situazionista. Una
critica radicale alla società attraverso
le sue icone.

29.
L’origine dello spettacolo è la perdita dell’unità del
mondo, e l’espansione gigantesca dello spettacolo moderno
esprime la totalità di questa perdita: l’astrazione
di ogni lavoro particolare e l’astrazione generale della
produzione d’insieme si traducono perfettamente nello spettacolo,
il cui modo d’essere concreto è precisamente l’astrazione.
Nello spettacolo, una parte del mondo si rappresenta davanti al
mondo, e gli è superiore. Lo spettacolo non è che
il linguaggio comune di questa separazione. Ciò che avvicina
gli spettatori non è che un rapporto irreversibile al centro
stesso che mantiene il loro isolamento. Lo spettacolo riunisce
il separato, ma lo riunisce in quanto separato.
30. L’alienazione dello spettatore a beneficio dell’oggetto
contemplato (che è il risultato della sua stessa attività incosciente)
si esprime così: più egli contempla, meno vive; più accetta
di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende
la sua propria esistenza e il suo proprio desiderio. L’esteriorità dello
spettacolo in rapporto all’uomo agente si manifesta in ciò,
che i suoi gesti non sono più suoi, ma di un altro che glieli
rappresenta. È la ragione per cui lo spettatore non si sente
a casa propria da nessuna parte, perché lo spettacolo è dappertutto.
.
31. Il lavoratore non produce se stesso, ma produce una potenza
indipendente. Il successo di questa produzione, la sua abbondanza,
ritorna al produttore come abbondanza dell’ espropriazione.
Tutto il tempo e lo spazio del suo mondo gli divengono estranei
con l’accumulazione dei suoi prodotti alienati. Lo spettacolo è la
mappa di questo nuovo mondo, mappa che copre l’esatta estensione
del suo territorio. Le forze stesse che ci sono sfuggite si mostrano
a noi in tutta la loro potenza.
32. Lo spettacolo nella società corrisponde a una fabbricazione
concreta dell’alienazione. L’espansione economica è principalmente
l’espansione di questa produzione industriale precisa. Ciò che
cresce con l’economia procedente autonomamente per se stessa
non può essere se non l’alienazione che era appunto
insita nel suo nucleo originario.
33. L’uomo separato dal suo prodotto produce sempre più potentemente
egli stesso tutti i dettagli del suo mondo, e si trova così sempre
più separato dal suo mondo. Quanto più la sua vita è ora
il suo prodotto, tanto più è separato dalla sua vita.
34. Lo spettacolo è il capitale a un tal grado di accumulazione
da divenire immagine.
da "La società dello spettacolo"

Films
Hurlements en faveur de Sade. Filmes Lettristes:
1952.
Sur le passage de quelques personnes a travers une assez courte unite
de temps. Dansk-Fransk Experimentalfilm Kompagni: 1959.
Critique de la Separation. Dansk-Fransk Experimentalfilm Kompagni:
1961.
La Societe du Spectacle. Simar Films: 1973.
Refutation de tous les judgments, tant elogieux qu'hostiles, qui
ont ete jusqu'ici portes sur le film "La Societe du Spectacle".
Simar Films: 1975.
In girum imus nocte et consumimur igni, Simar Films: 1978.
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