Dedicato ad Antonello Branca
Domenica 18 Maggio 04
Aria di Londra

Nel 1962 Antonello Branca inizia la sua collaborazione giornalistica con la RAI. Prima testimonianza delle numerose inchieste e servizi che realizzerà lungo tutta la sua carriera per la televisione pubblica sono proprio le due puntate sulla città di Londra, raccolte sotto il nome di
Aria di Londra: "Nella metropolitana" e "Notturno" (ciascuna di 27'00 minuti circa, b/n).
"Nella metropolitana" racconta l'underground della città inglese attraverso lo sguardo di una giovane studentessa italiana alle prese con gli efficientissimi mezzi di trasporto. Viaggio tra la gente del luogo con i suoi umori, le sue abitudini, le stravaganze.
"Notturno" esplora sulle note del jazz più sfrenato la vita notturna della capitale inglese, tra luccicanti insegne e strani incontri.
Le due puntate sono firmate da Antonello e Lorenzo Capellini, realizzate con la macchina a spalla ed il suono in presa diretta seguono le orme di un certo cinema sperimentale: montaggio veloce, inquadrature "sporche", ironia e cinismo nel fotografare la realtà degli anno '60 in una capitale ricca ma anche fredda, misera, povera.


What 's happening?

Nel 1967 in Italia arrivano notizie interessanti sui nuovi movimenti artistici americani che cambiano regole e modalità dello sguardo, del linguaggio. Antonello Branca, che continua a collaborare con la RAI, vuole realizzare un documentario su questa rivoluzione, sulla Pop Art. Arriva a New York e contatta i principali artisti del momento: Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Roy Lichtestein, ma anche Allen Ginsberg e molti altri. Li segue lungo le strade della Grande Mela, nei loro appartamenti resi caotici da opere d'arte "esplosive", e gli fa raccontare "cosa sta succedendo". Il tutto montato con le immagini di un America grassa, consumista, capitalista. Ne esce fuori uno straordinario documentario sul Pop, con i protagonisti di quel momento che non rinunciano a provocare, scandalizzare, turbare il vecchio sogno americano. Inizia per Antonello quello che sarà l'amore-odio di una vita, gli Stati Uniti.
Il documentario, che trae la sua energia filmica direttamente dai personaggi ritratti, è scandito da un montaggio frenetico, dalla macchina a spalla libera di muoversi, improvvise zoomate e jump cut (il tutto per 44'07 minuti, b/n). Un format fin troppo audace per la RAI degli anni '60.