UNLEARNING – Guida per famiglie che cambiano il mondo

March 11, 2016 in Archivio, OtR FF 2016 Preview by cinedetour

Roma Cinema Detour, Via Urbana 107 Roma
Venerdì 11 Marzo 2016 ore 20.30

ON THE ROAD FF PREVIEW 2016

Presenta

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dopo le proiezioni SOLD OUT in tutta Italia
arriva al Cinema Detour il curioso caso  di un documentario sulla fiducia,
su un’Italia di uomini, donne e bambini che, all’omologazione,
hanno risposto facendo della propria esistenza
un inno alla diversità per aprirsi al cambiamento

*** 

La vita comincia alla fine della tua zona comfort

UNLEARNING

una guida per le famiglie che cambiano il mondo

di Lucio Basadonne e Anna Pollio (Italia 2014, 89′)

A seguire incontro Skype con gli autori

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Otto ore di lavoro al giorno a testa, bambina a scuola fino alle quattro del pomeriggio, babysitter. Quando arriva il momento più importante della giornata, la cena, in cui finalmente si può stare insieme ci ritroviamo sfiniti a parlare di mutuo e bollette, organizzando un’altra giornata di sopravvivenza. Questo è il modello comune che finora abbiamo vissuto, che ci confina in uno stile di vita che a nostra volta stiamo trasmettendo ai nostri figli come assunto di verità. Ma se lasciassimo la zona comfort della nostra esistenza, “disimparando” la religione del comfort per condividere i tempi, gli spazi, le logiche e i meccanismi di relazione con chi ha un concetto diverso di famiglia? Come vedremo la nostra vecchia vita al nostro ritorno? E, soprattutto, la vorremmo ancora? 

Unlearning è il viaggio di Lucio, Anna e Gaia attraverso ecovillaggi, comunità, famiglie itineranti per conoscere chi ha avuto il coraggio di cambiare. Un documentario familydriven che racconta il punto di vista non certo oggettivo di un’ ansiosa insegnante in aspettativa, un regista televisivo stanco di format ripetitivi e una bambina di 5 anni in balia degli eventi.

Unlearning è un invito gentile alla disobbedienza, una proposta per tutte le famiglie stanche della propria vita ripetitiva che da sempre si chiedono se un’altra vita è possibile.

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Cinema | Corsi e laboratori | Esposizioni | attività per bambini | Cinebar | Musica | Video d’arte | Teatro | Produzione Distribuzione Editoria indipendente

Associazione Culturale Detour – Via Urbana 107 Roma www.cinedetour.itcinedetour@tiscali.it

Tutti i film sono proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.
Ingresso: tessera annuale 3€ + quota partecipativa 5€
E’ consigliata la pre-iscrizione sul nostro sito.

Art-house cinema in Downtown Rome since 1997.
All movies are screened in their original languages with italian or english subtitles

VISITORS di Godfrey Reggio, Philip Glass. Ultima proiezione

March 13, 2016 in Archivio, OtR FF 2016 Preview by cinedetour

Roma Cinema Detour, Via Urbana 107 Roma
Domenica 13 Marzo 2016 ore 21.00

ON THE ROAD FF PREVIEW 2016 

In collaborazione con Wanted Cinema

 Steven Soderbergh presenta

VISITORS

di Godfrey Reggio, Philip Glass, Jon Kane

(Usa 2014, 87′, english o.v., sott. italiano)

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Dopo l’ormai classico, visionario, di culto Koyaanisqatsi il regista Godfrey Reggio si sofferma sulla relazione ipnotica tra umanità e tecnologia, che, quando viene guidata da stati di emozione forti, produce effetti di massa che sconfinano nel transumano. Presentato dall’eclettico Steven Soderbergh, Visitors offre uno sguardo inedito, originale e unico su uno dei temi più attuali della nostra società: gli effetti della tecnologia sulla nostra vita. Le musiche del film sono di Phillip Glass che con Reggio ha un collaborazione di lunga data iniziata nel 1983 con la colonna sonora di “Koyaanisqatsi”. Phillip Glass ha registrato “Visitors” con la Bruckner Orchester Linz in Austria. Il risultato della collaborazione è ancora una volta straordinario: suoni ipnotici e immagini che sembrano solide, tattili, tangibili.

VISITORS is the fourth collaboration of director Godfrey Reggio and composer Philip Glass together with filmmaker Jon Kane, advancing the film form pioneered by The Qatsi Trilogy (Koyaanisqatsi, Powaqqatsi, and Naqoyqatsi): the non-spoken narrative experience where each viewer s response is radically different yet undeniably visceral. As Reggio explains, VISITORS is aimed at the solar plexus, at the appetite within us all, the atmosphere of our soul. The film is a meditation, a transcendental event. Comprised of only seventy-four shots, a series of human, animal and landscape portraits, VISITORS takes movie watchers on an emotional journey to the moon and back. As a wondrous work of artistic achievement…art with a capital A (Austin Chronicle), VISITORS produces massive effects and moves into a class of film all its own.

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FESTIVAL CINEMA e CULTURA ARABO PALESTINESE: 18-20 marzo in coll. con Al Ard Doc Festival

March 18, 2016 in Archivio, Film Festival, OtR FF 2016 Preview by cinedetour

Roma Cinema Detour, Via Urbana 107 Roma

18>20 marzo 2016

ON THE ROAD FF PREVIEW 2016

 

Festival Cinema e Cultura Arabo e Palestinese

Il miglior cinema documentario arabo e palestinese al Detour
In collaborazione con Al Ard Doc Film Festival, Ulaia ArteSud, Edizioni Q.

Una selezione dei migliori film selezionati da Al Ard Doc Film Festival, eventi inediti dedicati alla cultura arabo palestinese ideati da ULAIA ArteSud onlus, proiezione del film Vincitore del Detour on the Road Film Festival 2015 e selezionato a Al Ard 2016. Un nuovo progetto che crescerà e migliorerà grazie a sinergie infinite e a una visione del mondo comune.

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PROGRAMMA

> VENERDì 18 MARZO <

APERTURA

*h 19.00 apertura del progetto con assaggi di cucina mediorientale offerti ai soci 

*h 19.30 INFILTRATORS di Khaled Jarrar
(Palestina/Emirati Arabi, arabo, sottotitoli italiano, 70′)
Miglior Documentario Al Ard Doc Film Festival 2013

Questo documentario segue lo sforzo di vari palestinesi di attraversare il muro alto ben sette metri che separa i Territori palestinesi da Israele. Utilizzando uno stile crudo, di partecipazione osservante, senza commenti sull’azione, il film genera un intenso sentimento di urgenza e immediatezza, coinvolgendo lo spettatore ad ogni sforzo che si sussegue.

Apre la serata Fawzi Ismail, Presidente dell’Associazione Culturale Amicizia Sardegna Palestina promotrice di Al Ard Doc Film Festival.

 

*h 21.00 THE DISCOURSE GAME di Helmy Nouh
(Egitto, arabo, sottotitoli italiano, 60′)
Menzione speciale della Giuria Al Ard Doc Film Festival 2015
Incontro Skype con il regista Helmy Nouh a cura di Jehad Otman

Osservando la realtà che ci circonda, talvolta, sentiamo che ogni dettaglio è in relazione con una rete complessa di potere che ci controlla. Questa rete viene definita in inglese “discourse”: un gioco difficile da descrivere e da comprendere, ma che si riflette sui nostri comportamenti e la nostra comunicazione verbale. 

Il film cerca di catturare il complesso meccanismo e le relazioni che riguardano la società attuale egiziana, misurando due diversi modi di intendere questa rete: il “discourse” sociale e quello militare.

 

 > SABATO 19 MARZO <

*h 19.30 THE KINGDOM OF WOMEN: EIN EL HILWEH
di Dahna Abourahme (Libano, arabo sottotitolato italiano, 54′)
Miglior opera sulla Palestina Al Ard Doc Film Festival 2013

La storia delle donne del campo profughi di Ein El Hilweh in Libano, tra il 1982 e il 1984. Un importante capitolo nella storia delle donne palestinesi profughe in Libano. In seguito all’invasione del Libano da parte di Israele nel 1982 infatti, il campo profughi venne distrutto, molti furono massacrati e tutti gli uomini imprigionati. Premiato al Festival Al Ard, di cinema palestinese, a Cagliari nel 2013, come “Miglior opera sulla Palestina”: (…)”Uno dei primi film in cui le donne non solo ricostruiscono un campo, ma ricostruiscono la Palestina. Questa capacità di ricostruire e non arrendersi è simbolo tipico della resistenza palestinese.”

Apre la serata una delegazione di Ulaia ArteSud Onlus che parlerà della realtà dei campi profughi palestinesi in Libano in cui l’associazione opera con i suoi progetti.

 

*h 21.00 A WORLD NOT OURS di Mahdi Fleifel
(Libano/GB/Danimarca, Arabo, inglese, sottotitoli italiano, 93’)
Berlinale Peace Film Award / Abu Dhabi Film Festival Best Documentary / Millenium Film Festival Objectif d’Or

Il primo lungometraggio documentario del regista danese Mahdi Fleifel nato a Dubai descrive in forma autobiografica, e associata alla turbolenta memoria familiare, il campo profughi libanese di Ain el Helweb, un’area di un chilometro quadrato costruito in via provvisoria nel 1948, dove vivono circa 70 000 persone in condizioni di vita estreme.

Fleifel adotta, come punto di partenza audiovisivo, l’archivio di registrazioni amatoriali che suo padre incise nel corso di vent’anni per trasmettere attraverso il ritratto di suo nonno, suo zio e soprattutto il suo amico d’infanzia Abu Iyad, la delusione e la disperazione dinanzi a un ritorno in Palestina sempre rimandato, e come questa situazione influenzi il futuro di queste persone che vivono sotto assedio. (Juan Arteaga, Cineuropa).

 

> DOMENICA 20 MARZO <

*h 17.30 LETTURA-GIOCO PER BAMBINI DEDICATA A “LA PICCOLA LANTERNA”. Una favola di Ghassan Kanafani.

Voce narrante di Gaston Troiano.
Adatto a bambini dai 5 agli 8 anni.
Ingresso gratuito per i soci e per i bambini.
 
GHASSAN KANAFANI. Scrittore e militante politico palestinese nato nel 1936 ad Acri, nel Nord della Palestina, rifugiato dal 1948 e ucciso in un attentato terroristico nel 1972. Portavoce del popolo palestinese e rappresentante di quel connubio ben riuscito tra letteratura e impegno politico, Kanafani ha lasciato in eredità 18 romanzi e tantissimi tra articoli e racconti.
 
Kanafani regalava ad ogni compleanno della sua adorata nipote Lamis una storia, scritta e illustrata con le sue mani. Scrisse e illustrò La Piccola Lanterna per il suo ottavo compleanno.
 
LA PICCOLA LANTERNA. Il libro-gioco che cresce con te.
Introduzione a cura di Simonetta Lambertini del Libro-gioco con ‘La piccola lanterna’ di G. Kanafani, Edizioni Q.
 
Questo libro è stato pensato come compagno di giochi e scoperte per i bambini durante la loro crescita dai 2 ai 12 anni. La piccola lanterna, con la principessa alle prese con un sole troppo grande, è una bella storia da ascoltare, leggere o raccontare, disegnare. Il libro prende per mano il bambino e lo accompagna in un lungo viaggio fatto di colori, luci e fantasia che lo porterà a fare parte della storia.
 
Come si gioca?
Le pagine del libro indicano man mano le tappe del viaggio.
Scopo del gioco: aiutare la principessa a portare il sole nel castello.
 
I nostri soci potranno acquistare in sede il libro-gioco.

 

*h 19.00 Ulaia ArteSud onlus presenta

FONOCROMIE. LETTURE ARABO-ITALIANE DI POESIA PALESTINESE.

ANTEPRIMA ASSOLUTA. Da un’idea di Simonetta Lambertini.

Al leggio: Wasim Dahmash (direttore Edizioni Q) ed Enrico Frattaroli (regista teatrale)
Poesie tratte da “Versi in Galilea” di Samih al-Qasim, “Versi” di Ibrahim Nasrallah, “Stato d’assedio” di Mahmud Darwish (Edizioni Q).

Alla chitarra acustica: Matteo Cona
Variazioni per chitarra su brani per oud del Trio Joubran (El wadi, Safar, Masar, Dawwâr el shams)

Fonocromìe non è una sequenza di letture in traduzione con letture in lingua originale “a fronte” ma una messa in risonanza — di suoni, di senso, di immagini — degli stessi versi nelle due lingue. Le poesie non si susseguono distinte per autore e titolo, ma confluiscono — ognuna con la propria lingua poetica, con la propria musica — in uno stesso flusso poetico.

Affinché risuonino più da vicino, la lettura in arabo e la lettura in italiano si alternano sia sull’estensione di interi componimenti, sia seguendo il ritmo delle unità inferiori in cui l’autore ha eventualmente articolato i suoi versi. L’accompagnamento musicale, a sua volta, non si muove in sottofondo ma in contrappunto stretto con i versi in arabo e in italiano, traducendo melodie per liuto arabo in paesaggi acustici per chitarra sola.

Introduzione alla poesia palestinese a cura di Wasim Dahmash  

Presentazione di Fonocromìe a cura di Enrico Frattaroli 

 

*h 20.30 NEMICO DELL’ISLAM? UN INCONTRO CON NOURI BOUZID di Stefano Grossi (2015, Italia, 77′)
Vincitore Detour on the Road Film Festival 2015
Selezione Ufficiale Al Ard Doc Film Festival 2016

Nouri Bouzid è il più importante regista tunisino. Ha raccontato nei suoi film tutto ciò che sembra impossibile raccontare dall’interno di un paese arabo: omofobia, tortura, prigionia politica, repressione, patriarcato, integralismo religioso, antisemitismo, patologie sessuali. Non ha trascurato nulla, senza dimenticare che nel cinema (come nella vita) lo stile è la cosa più importante: e che le storie che stanno a cuore bisogna raccontarle in modo prodigioso, perché chi guarda non desideri guardarne altre.

 

Detour devolverà una parte del ricavato della rassegna a Ulaia ArteSud Onlus: http://www.ulaia.org/

Al Ard Doc Film Festival è una panoramica di livello internazionale sul miglior cinema della Palestina e del mondo arabo. L’Associazione Culturale Amicizia Sardegna Palestina presieduta da Fawzi Ismail è la promotrice di Al Ard Doc Film Festival presieduto da Monica Maurer e con la direzione artistica di Giuseppe Pusceddu. 

Grazie a Fawzi Ismail, Simonetta Lambertini e Cristina Nisticò AL ARD approda per la prima volta al Detour arricchito da nuovi eventi. 


 

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A FAMILY AFFAIR di Angeliki Aristomenopoulou | cinema greco

March 24, 2016 in Archivio, OtR FF 2016 Preview by cinedetour

Roma Cinema Detour, Via Urbana 107 Roma
Giovedì 24 Marzo 2016 ore 20.30

ON THE ROAD FF PREVIEW 2016 

In collaborazione con

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Viviana Sebastio / Anemon Prod. / Moving Docs / Il Mese del Documentario
presenta

 

 A FAMILY AFFAIR

Μία οικογενειακή υπόθεση

di Angeliki Aristomenopoulou

(Grecia, Australia, 2015, 88′, greco/inglese sottotitolato italiano)

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Uno spaccato di vita degli Xylouris, famiglia di grandi musicisti cretesi. Protagonisti del film sono Psarantonis (Antonis Xylouris), Psaragiorgis (Giorgis Xylouris) e i suoi tre giovani figli: Nikos, Antonis e Apollonia. Il film ritrae le tre generazioni, saldamente unite tra loro dalla musica tradizionale cretese, ci porta nel cuore delle vicende familiari degli Xylouris, tra prove musicali, concerti e decisioni cruciali da prendere, attraverso una continua tensione tra tradizione e innovazione.

Psaragiorgis, energico cinquantenne, è il ponte tra il padre Psarantonis, vulcanico musicista di lira, e i suoi talentuosi tre figli. Lo spettatore viaggia tra Creta e l’Australia ovvero tra la tradizione e il folclore di Anogeia e la moderna e cosmopolita Melbourne. 

Gli Xylouris sono una famiglia molto particolare, eppure si confronta anche con problematiche che riguardano molti di noi: l’unione familiare, la libertà per i propri figli, le incognite sul loro futuro e così via. Ciò che ci affascina di loro, è l’amore sincero che lega l’uno all’altro, il rispetto e l’ammirazione che ciascun figlio ha per il proprio padre e il profondo legame con le loro origini.

La musica di Psarantonis e dei suoi familiari, coinvolge e trascina chiunque, il suono della loro lira e del liuto è energia pura, è arte e insieme storia. Gli Xylouris suonano una musica che arriva da un passato lontano e intonano canti che custodiscono la vera anima del popolo cretese. I canti popolari sopravvivono così al tempo e diventano patrimonio comune, da vivere nella quotidianità e nella festa delle danze.

Nel loro repertorio compaiono anche i meravigliosi versi del poema epico l’Erotokritos, di Vincenzo Cornaro, simbolo di un patrimonio culturale comune tra Grecia e Italia.

Il film è stato realizzato anche grazie al sostegno economico ricevuto attraverso una campagna internazionale di crowdfunding.

 

Μια ταινία για τον Γιώργη Ξυλούρη και την πιο γνωστή μουσική οικογένεια της Ελλάδας.

Οι Ξυλούρηδες είναι η πιο γνωστή μουσική οικογένεια της Ελλάδας. Από τον θρυλικό Νίκο Ξυλούρη και τα αδέρφια του, τον φημισμένο λυράρη Ψαραντώνη και τον δεξιοτέχνη λαουτιέρη Ψαρογιάννη, μέχρι τα παιδιά τους και τα εγγόνια τους,  τρεις γενιές μουσικών κρατούν  ζωντανή τη μουσική παράδοση της οικογένειας και την μεταφέρουν σε χιλιάδες θαυμαστές ανά τον κόσμο.

Με κεντρικούς χαρακτήρες τον Ψαρογιώργη (Γιώργη Ξυλούρη), τα τρία παιδιά του που σπουδάζουν στην Μελβούρνη, και τον πατέρα του, Ψαραντώνη, η ταινία ακολουθεί την οικογένεια μέσα από επαγγελματικές προκλήσεις και δύσκολες προσωπικές αποφάσεις, και καταγράφει τη ζωή τους για διάστημα δύο ετών.

 

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PEGGY GUGGENHEIM: Art Addict

April 15, 2016 in Archivio, OtR FF 2016 Preview by cinedetour

Roma Cinema Detour, Via Urbana 107 Roma
Giovedì 15 Aprile 2016 ore 20.30

ON THE ROAD FF PREVIEW 2016 
in collaborazione con Feltrinelli Real Cinema e Wanted Cinema
presenta

PEGGY GUGGENHEIM

ART ADDICT

di Lisa Immordino Vreeland

(Usa, 2016, 86′, v.o. inglese, sott. italiano)
Con Peggy Guggenheim, Marina Abramovic, Dore Ashton, Jacqueline B. Weld, Jeffrey Deitch

 


[ITA] La grande Arte del XX secolo sbarca al Cineclub Detour attraverso un docu-film sulla vita straordinaria di Peggy Guggenheim. Un flusso ininterrotto di immagini uniche e inedite: foto private, riprese di dipinti e sculture e rare pellicole arthouse (Maya Deren, Man Ray, Salvador Dalí, Hans Richter, tra gli altri). Imperdibili i brani dell’intervista rilasciata poco prima della morte e ritrovata solo di recente.

Peggy Guggenheim. Eccentrica, anticonformista, autodidatta, contribuì a cambiare le modalità di fruizione dell’arte di un’intera epoca. Grande collezionista, amica di artisti e intellettuali come Man Ray, Costantin Brancusi, Salvador Dalì, Pablo Picasso, Jean Cocteau, Samuel Beckett, Vasilij Kandinskij, Pete Mondrian, Alexander Calder.

[ENG] “Peggy Guggenheim: Art Addict” is a feature documentary about the life of art icon Peggy Guggenheim, based on her sole authorized biography. As she moved through the cultural upheaval of the 20th century, she collected not only art, but artists. Her colorful personal history included trysts, affairs and marriages with such figures as Samuel Beckett, Max Ernst, Jackson Pollock, Marcel Duchamp as well as countless others. The film is a compendium of the greatest 20th century art mixed with the wild and iconoclastic life of one of the most powerful women in the history of the art world.

 

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Un tè con Nouri. Il regista Nouri Bouzid a Roma incontra il pubblico del Detour

April 27, 2016 in Archivio, DOTR015, Film Festival, OtR FF 2016 Preview by cinedetour

Roma Cinema Detour, Via Urbana 107 Roma
Mercoledì 27 Aprile 2016 ore 18.00 – 19.00

ON THE ROAD FF PREVIEW 2016

Evento speciale
Ingresso gratuito per i soci fino a esaurimento dei posti disponibili

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Un tè con Nouri 

Il regista Nouri Bouzid a Roma

incontra il pubblico del Detour

Il grande regista Nouri Bouzid, per pochi giorni eccezionalmente a Roma, incontra il pubblico del Detour!
Un evento speciale a ingresso gratuito per i soci, l’occasione per conversare,
sorseggiando una tazza di tè, con uno dei più significativi tra i registi tunisini contemporanei

Interverranno Nouri Bouzid e Stefano Grossi (autore del doc “Nemico dell’Islam? Un incontro con Nouri Bouzid” vincitore del Detour on the Road Film Fest 2015)

Durante l’incontro sarà proiettato il promo del documentario MAHBOUL (Il folle) di Stefano Grossi

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Nouri Bouzid è il più importante regista tunisino. Ha raccontato nei suoi film tutto ciò che sembra impossibile raccontare dall’interno di un paese arabo: omofobia, tortura, prigionia politica, repressione, patriarcato, integralismo religioso… Non ha trascurato nulla, senza dimenticare che nel cinema (come nella vita) lo stile è la cosa più importante: e che le storie che stanno a cuore bisogna raccontarle in modo prodigioso, perché chi guarda non desideri guardarne altre.

Stefano Grossi. Regista e sceneggiatore, nato a Milano nel 1963, vive a Torino. Ha diretto cortometraggi, lungometraggi e documentari, presentati in festival nazionali e internazionali. Nel 2015 il suo film “Nemico dell’Islam? Un incontro con Nouri Bouzid” ha vinto il premio come Miglior film al Detour on the Road Film Fest. 

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Cineclub Detour è affiliato a ENAL e alla FICC (Federazione Italiana Circoli Cinema)

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LA CANZONE PERDUTA (Song of my Mother) di Erol Mintaş – Cinema Curdo

April 28, 2016 in Archivio, OtR FF 2016 Preview by cinedetour

Roma Cinema Detour, Via Urbana 107 Roma
Giovedì 28 Aprile 2016 ore 20.30
In collaborazione con LAB 80 in esclusiva al Detour

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 LA CANZONE PERDUTA
(Song of my Mother) 

di Erol Mintaş

(Francia, Turchia, Germania 2014., v.o. sott. italiano)

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Ali, giovane insegnante, vive con la sua anziana madre Nigar a Tarlabasi, quartiere di Istanbul, “casa” di numerosi rifugiati curdi dal 1990. Nigar è convinta che i suoi vicini siano tutti ritornati nel loro villaggio curdo. Ogni mattina prepara le sue cose e vaga per la città in cerca del suo villaggio e di quella canzone che non smette di riascoltare in sogno. Ali le compra regali e dolciumi, la porta in motocicletta e la aiuta a cercare la vecchia canzone…
 
Un film delicato e allo stesso tempo forte, in cui la questione curda resta sempre sullo sfondo ma è evidentemente origine di tutti i problemi che i protagonisti vivono. Al centro il tema della lingua: portatrice di identità e tradizione per un popolo a lungo costretto a rinnegarla.
 
Erol Mintaş, il giovane regista curdo-turco, racconta: “Sono un curdo cresciuto in Turchia negli anni novanta quando tutti i legami dei curdi con la loro lingua materna erano stati tagliati. Per me, mia madre è stata di fondamentale importanza per mantenere viva la mia lingua. Mi raccontava tante storie e forse questo mi ha fatto sentire il bisogno di fare lo stesso”.
 
PREMI E FESTIVAL
Sarajevo Film Festival (2014), Best Film and Best Actor
Nantes 3 Continents Film Festival (2014), Silver Balloon and Audience Award
European Film Festival in Lecce (2015), Olive Tree Award for Best Film
Mons International Love Film Festival (2015), Jury Prize and Best Actor
Duhok International Film Festival (2015), Best Actor
Antalya Golden Orange Film Festival (2014), Best Debut Film, Best Actor, Best Supporting Actor, Best Music
Malatya Golden Apricot Film Festival (2014), Special Jury Award, Best Script, Film Critics’ Award
Babel Film Festival (2015) Cagliari, Italy, Best Film
 

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CAVALO DINHEIRO | Anteprima romana ALLA PRESENZA DEL REGISTA PEDRO COSTA

April 30, 2016 in Archivio, OtR FF 2016 Preview by cinedetour

Roma Cinema Detour, Via Urbana 107 Roma
Sabato 30 Aprile 2016 dalle 20.30

Prima Romana alla presenza del Regista Pedro Costa

in collaborazione con
ZOMIA cinema e Malastrada Film

*** 

 CAVALO DINHEIRO
(Cavallo Denaro)

di Pedro Costa (Portogallo 2014, versione portoghese, sott in italiano, 104′)

 Con Ventura, Vitalina Varela, Tito Furtado
 
Premio Miglior Regia al Festival del Film di Locarno 2014
 
Incontro con il regista Pedro Costa e Donatello Fumarola (Zomia Cinema) 

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Capolavoro visionario dal celebre regista di Colossal Youth, il film è un’odissea affascinante nella realtà e nei ricordi da incubo dell’anziano Ventura, un immigrato capoverdiano che vive a Lisbona. Mentre i giovani capitani conducono la rivoluzione nelle strade, la gente di Fontainhas cerca Ventura, che si è perso nella foresta.

Pedro Costa «uno dei più rigorosi e insieme “favolosi” tra i registi contemporanei, in occasione dell’uscita italiana del suo ultimo film, Cavallo denaro, premiato a Locarno, dedicato idealmente alla catastrofe europea in corso (in corsa!).

Portog: Enquanto os jovens capitães fazem a revolução nas ruas, o povo das Fontainhas procura o seu Ventura que se perdeu no bosque.

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MASTERCLASS internazionale con Artur Aristakisyan e la partecipazione di Enrico Ghezzi: “SOLO I MORTI POSSONO GIRARE FILM e SCATTARE FOTO”

May 1, 2016 in Archivio, OtR FF 2016, OtR FF 2016 Preview by cinedetour

Noeltan
in collaborazione con

Fuori Orario – Rai Tre
Moskow School of New Cinema

Cinema Detour – On the Road Film Festival 2016
con il sostegno di 

Regione Lazio – Assesorato alla Cultura e Politiche Giovanili

roma, cinema detour
29 settembre – 2 ottobre 2016

SOLO I MORTI POSSONO GIRARE FILM E SCATTARE FOTO
Masterclass internazionale con Artur Aristakisyan
e con la partecipazione di Enrico Ghezzi

english version –  versione inglese

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Scarica il bando e la scheda di iscrizione

Una masterclass esclusiva a Roma con un autore geniale.

I Noeltan Film Lab ospitano, nell’ambito del Detour on the Road Film Festival 2016, il geniale regista russo Artur Aristakisyan (autore dei film cult Palms e Un Posto sulla Terra distribuiti in dvd in Italia da Raro Video e docente alla prestigiosa Moskow School of New Cinema assieme a Leos Carax, Carlos Reygadas, Sharunas Bartas, Peter Greenaway, Jurij Norštejn e Andrey Zvyagintsev)
Dopo l’esperienza in Basilicata del 2008, l’appuntamento questa volta è nel centro di Roma, nei locali dello storico cinema indipendente Detour. Sarà una masterclass “sui margini e sul centro”: si studierà nella sala del Detour e si esplorerà la finisterrae della stazione Termini di Roma che diverrà uno dei luoghi d’osservazione per i partecipanti. 

Un esclusivo metodo d’autore su come guardare, capire e fare cinema d’arte.

Artur Aristakisyan presenta il suo esclusivo metodo d’autore su come guardare, capire e fare cinema d’arte. Questa masterclass non è pensata solo per i futuri registi ma per fotografi, critici d’arte e artisti tout court. Aristakisyan si concentra sulle relazioni invisibili nascoste negli oggetti visivi, egli mostra modi di trasformazione metaforica di immagini afferenti le diverse arti visive. Il maestro utilizza un ampio contesto visivo, dalla pittura classica alla fotografia moderna fino alle immagini del reale.

Aristakisyan dà ai suoi allievi un materiale visivo elaborato e stratificato che potrebbe sembrare a prima vista non combinabile e stilisticamente incoerente: solo allora si può essere testimoni del miracolo della nascita del senso e di una visione creativa unica!
Artur ama scioccare il suo pubblico. Ad esempio, egli insiste sul fatto che i migliori film possono essere visti da una cosiddetta “sala cinematografica per i morti” perché la morte dei sentimenti familiari di ogni giorno è la sola in grado di dare una una perfetta ottica per filmare.

Come riprendere gli oggetti dalla nostra realtà per vedere in loro una realtà più profonda?
Perché è così importante sapere che tutti vogliono difendersi da una “reale visione”?
Come capire che non si può filmare se non si è abbastanza morti?
Alcune delle masterclass di Artur si tengono proprio in cimiteri reali. Alcuni dei suoi metodi sono davvero insoliti e anche scioccanti. Le masterclass di Aristakisyan sono una sorta di “pericolosa” avventura nel territorio delle arti visive. Molti studenti durante i corsi di Aristakisyan compiono un incredibile passo avanti nel cuore della loro professione e trovano finalmente la propria unica visione.

ARTUR trip lab17_webBio – Artur Aristakisyan (nella foto, cortesemente © Salvatore Laurenzana/Noeltan Film Studio). Nato a Kishinev in Moldavia ha studiato al VGIK la scuola di cinema di Mosca (una delle più autorevoli al mondo). Ha lavorato duramente per completare la sua opera prima Palms, racconto di dieci storie d’amore tra i mendicanti di Kishinev. Palms (Ladoni – 1994) – risultato di quattro anni di vita vissuta tra vagabondi, mendicanti, tossicodipendenti e disabili. Tra i numerosi riconoscimenti ha vinto il Nika, attribuitogli dall’Accademia di Arte Cinematografica Russa per il miglior documentario del 1994. A Place on Earth (Un Posto sulla Terra – 2001), è un’esplorazione lirica della relazione tra la sofferenza umana e l’assenza di limiti. Oggi Aristakisyan insegna alla Moskow School of New Cinema assieme ad alcuni tra i principali autori del cinema d’arte contemporaneo come Leos Carax, Carlos Reygadas, Sharunas Bartas, Peter Greenaway, Jurij Norštejn e Andrey Zvyagintsev.
 

I DON’T SPEAK VERY GOOD, I DANCE BETTER | Cinema egiziano alla presenza del regista Maged El Mahedy

May 5, 2016 in Archivio, OtR FF 2016 Preview by cinedetour

Roma Cinema Detour, Via Urbana 107 Roma
Giovedì 5 Maggio 2016 alle 20.30

ON THE ROAD FF PREVIEW 2016 

alla presenza del regista Maged El Mahedy

in collaborazione con
Negma Film

*** 

 I DON’T SPEAK VERY GOOD,
I DANCE BETTER
(Non parlo bene, danzo meglio)

di Maged El Mahedy (Egitto/Italia, v.o. sott in italiano) 

Con Mahmoud Reda, Farida Fahmy, Maged El Mahedy, Pierre Sioufy, Refaat Kamel

Vincitore al Torino Film Festival
 
a seguire incontro con il regista Maged El Mahedy

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di Roberto Silvestri (tratto da “Alias” – inserto de Il Manifesto)

“I don’t speak very good, I dance better” – Non parlo bene, danzo meglio è l’ultimo film del regista e scrittore italoegiziano Maged El Mahedy.
Il film è un pamphlet complesso e sorprendente sull’Egitto di oggi, attanagliato tra strapotenza militare (che da Nasser in poi ha in pugno il paese) e subalternità religiosa, coppia famigerata ed eterodiretta che vorrebbe schiacciare qualunque possibilità d’emancipazione collettiva.

Abbiamo incontrato il regista a Roma.
Partiamo dalla complessa forma ibrida di questo ««falso» documentario: reportage giornalistico (sulla rivoluzione); dramma privato (la morte di tuo fratello per epatite c); film di denuncia (tragedia sanitaria del paese) e thriller politico (pericolo islamista)

C’è però anche un quinto elemento strutturale, che fa da collante a tutti gli altri, la danza. Ne parla il maestro Mahmoud Reda, è una forma di arte che presenta un’energia collettiva legata in modo dialettico alla storia egiziana degli ultimi 60 anni. Non a caso vengono mostrate immagini di un musical del 1965, Era Nasser, fino alle riprese di uno spettacolo di Reda del 2010. L’idea è che questa forma di espressione artistica (la danza come energia positiva) sia presente in gran parte del film, dalla piazza (pensiamo ai movimenti del corpo durante la preghiera collettiva) fino ai momenti intimi dove la musica è sempre in sottofondo (sia nel palazzo di Roma, che nella casa di famiglia di Tanta).

La stessa epatite C è una minaccia alla rivoluzione e all’energia espressa da quel milione di persone presenti in piazza Tahrir. La dialettica è quella dell’energia vitale/malattia, rivoluzione/conservazione, vita/morte. La rivoluzione è una forma di energia collettiva e spontanea. La riuscita della rivoluzione stessa è minacciata sia dall’epidemia sanitaria, sia dal potere. Sono stato profondamente impressionato dall’immagine sconvolgente del milione di persone che si muovevano in piazza come fossero una sola entità, una sola persona. Tale immagine è diventata ossessiva e ha condizionato l’intero processo di montaggio, rompendo la divisione tradizionale tra documentario e fiction, e condizionando la struttura stessa del montato finale.

Com’era possibile documentare un’immagine del genere con il linguaggio del documentario? Com’era possibile costruire una narrazione attorno ad essa? Alla fine si è scelto di costruire una struttura assimilabile a quella di una lunga onda sonora sinusoidale che conosce ritmi e velocità diverse. La prima immagine (e l’ultima) mostrano qualcuno (o qualcosa) che è in volo, e quindi è libero.
E poi scende sulla terra ferma e poi di nuovo risale nel volo. E così via.
(…)

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