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Per
la prima volta tutto il cinema di Daniele Gaglianone,
in una rassegna curata dalla rivista www.schermaglie.it a Roma al Cineclub
Detour.
Quattro
serate da giovedì 9 a domenica 12 febbraio
alla presenza del regista per ripercorrere la cinematografia
di Daniele Gaglianone (classe ’66) a partire
dal folgorante esordio Cannense I NOSTRI ANNI (2001)
fino all’ultimo RUGGINE passando per PIETRO,
NEMMENO IL DESTINO e il documentario RATA NECE BITI
senza dimenticare l’attività teatrale
con il video dello spettacolo IN QUALUNQUE MODO QUESTA
GUERRA FINISCA con il gruppo Buio fuori.
Produzioni
avventurose. Un cinema che non ha mai ceduto alle
leggi di mercato, che ha osato andare contro il sistema
per esistere e resistere. Cinema resistente. Lo sguardo
di Gaglianone è schietto, dolorosamente onesto
sul reale, sul nostro tempo, sul passato che è ancora
presente, sulle contraddizioni dei nostri anni, sulla
memoria. Il suo un cinema che si fa corpo del presente,
testimonianza della storia, che si fa esigenza di
raccontare per immagini attraverso luci, ombre, montaggio,
silenzi, suoni e rumori, gli sguardi dei personaggi.
Il cinema di Gaglianone è fatto di corpi,
di volti, di luce e di suono, possiede una natura
assolutamente fisica, tattile in cui la mdp cerca
di stabilire un contatto quasi impudico con i soggetti
che filma.
Gaglianone
dà volto alla periferia delle nostre città (non
importa quale), che diventa paesaggio di una desolazione,
di uno svuotamento dell’anima (Nemmeno il
destino, Pietro, Ruggine).
Da
non perdere (Sabato) l’inedito RATA NECE
DITI - la guerra non ci sarà, presentato
al Festival di Locarno e vincitore del David di Donatello
Miglior documentario 2009: viaggio
poetico nell’Ex Jugoslavia di oggi. Il documentario
che non ha mai trovato una distribuzione è
uscito in questo giorni in dvd nella Collana Cinema
Autonomo italiano pubblicata da Derive Approdi.
S’inizia
giovedì 9 febbraio con l’esordio I
NOSTRI ANNI – presentato nel 2001 alla
Quinzaine des Réalisateurs. In un livido bianco
e nero e con un montaggio che si muove sul filo della
memoria, Gaglianone ci porta dentro le sensazioni
e la sogettività di tre personaggi che sono
sopravissuti alla guerra e hanno attraversato la
Resistenza su schieramenti opposti e che 50 anni
dopo,ormai anziani, si confrontano con i fantasmi
di un passato non risolto, dilaniati dal rimorso
e dal desiderio di vendetta.
Venerdì
10 febbraio il video dello spettacolo teatrale IN
QUALUNQUE MODO QUESTA GUERRA FINISCA ispirato al
poeta e romanziere Malcom Lowry e PIETRO (Festival
di Locarno 2010) un viaggio nella solitudine e
nell'alienazione della società contemporanea attraverso un corpo,
quello di Pietro, intrappolato in un luogo, la periferia
di una grande città, dove la rabbia e la disperazione
soffocano ogni possibilità di fuga.
Domenica
è l’occasione per scoprire o rivedere NEMMENO
IL DESTINO
presentato al Festival di Venezia 2004 e vincitore
del Tiger Award al Festival di Rotterdam è una
storia di una maturazione dolorosa ma anche di
una coraggiosa riconciliazione con la vita, attraverso
il fuoco di una rivolta innanzitutto interiore.
Alessandro e Ferdi i due giovani protagonisti si
muovono nello spazio fisico e mentale della periferia
urbana e dell'anima. Hanno fra i 15 e i 17 anni,
sono compagni di scuola insieme all'amico Toni
. Ale e Ferdi cercano un loro luogo, il proprio
posto nel mondo.
Per
concludere RUGGINE presentato
all’ultimo Festival di Venezia. Sandro, Carmine,
Cinzia bambini vivono alla periferia di una grande
città. Un luogo sacro. Il castello di ruggine
e l’arrivo dell’Orco che segnerà per
sempre le loro vite.
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