Ragazzinvisibili.doc
in collaborazione con la cooperativa
sociale COTRAD Onlus
PREMESSA: ARRIVA LA
BANDA, APPUNTI PER UN
DOCUMENTARIO
Ottobre
2005. Roma, Rione Monti. La cooperativa sociale Cotrad onlus
contatta il Detour, storico cineclub della capitale, per organizzare
un ciclo di proiezioni pomeridiane destinate ai propri utenti
diversamente abili. Per uno strano caso, si scopre che uno dei
primi film in programma, “La Banda degli Onesti” con
Totò e Peppino De Filippo, è ambientato nei dintorni
del cineclub, nel cuore di Monti, primo rione di Roma. Gli operatori
della cooperativa, in accordo con gli utenti, decideranno di avventurarsi
per le vie del quartiere alla ricerca dei luoghi del film, indagheranno
la storia del rione, la sua evoluzione e le problematiche di oggi
attraverso le testimonianze di chi ci abita e di chi ci lavora.

"Arriva la banda", documentaerio
ideato e realizzato da Sergio Ponzio, Giuseppe Cacace e Lior Levy
e prodotto dal Cineclub Detour in collaborazione con la Cooperativa
Cotrad Onlus, viene selezionato in diversi festival di cinema ottenendo
riconoscimenti e consensi tra il pubblico, e a novembre 2006 riceve
il premio come miglior cortometraggio dell'anno al "Tertio Millennio
Film Festival" indetto dalla rivista "Il Cinematografo" presso
la Sala Trevi di Roma.

Nel corso del 2006 decidiamo di
replicare l'esperienza di video-documentazione della mappatura
territoriale dei rioni storici di Roma assieme ai ragazzi diversmante
abili trasferendoci all'ombra del Monte dei Cocci, nel Rione Testaccio.
Qui risiede una parte
importante della residua memoria storica e sociale di Roma. I
vecchi abitanti sono gli ultimi testimoni di un rione e di una
città che si sta trasformando rapidamente e sta perdendo per sempre
alcune sue caratteristiche di vita e di socialità popolare. Accanto
alle passeggiate alla scoperta dei luoghi più significativi del
Rione assieme ai ragazzi diversamente
abili, decidiamo allora di realizzare delle video interviste ad
alcuni anziani residenti storici che ci raccontano come si viveva
a testaccio 50 anni fa.


L'ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO
Ragazzinvisibili.doc è un progetto
formativo rivolto a un gruppo integrato di cittadini composto da
persone diversamente abili, anziani e minori normodotati residenti
nel I° municipio di Roma.
Nello specifico di alcuni handicap, si ritiene
che vi siano capacità ridotte
nello sviluppare le tradizionali tecniche di comunicazione basate
sulla scrittura; al contrario i media visivi sono ritenuti immediatamente
accessibili perché fanno uso delle varie forme di percezione
sensoriale. Riuscire a creare un’esperienza che consenta
al cittadino di esprimersi nella vita di ogni giorno, di documentare
la propria condizione attraverso l’uso di una telecamera, raccontarsi
e farsi raccontare storie da altri o entrare in una conversazione
con il metodo dell’intervista e della ripresa, vuol dire
creare un’esperienza democratica ed accessibile in quanto
alla portata di tutti, anche di persone, ad esempio, con un handicap
specifico.
Con il lavoro svolto si è inteso
sviluppare nei partecipanti le basi per una riflessione sul linguaggio
audiovisivo e una conoscenza delle sue tecniche basilari.
A compimento del percorso formativo il gruppo
dei cittadini diversamente abili, coadiuvato da operatori ed
esperti di cinema e audiovisivi, è stato
coinvolto attivamente nella realizzazione di un video documentario
che tenta di ricostruire frammenti della memoria sociale del rione
di Testaccio, anche attraverso la raccolta diretta di testimonianze
orali dei suoi residenti storici. Il lavoro di mappatura
territoriale del rione con particolare riferimento alla storia
sociale, allo sviluppo urbanistico ed al contesto popolare e folklorico. si
inserisce nell’ambito della campagna SALVALARTE promossa
ogni anno da LEGAMBIENTE in collaborazione con la cooperativa COTRAD.
L’attività si è svolta da settembre a dicembre
2006 presso la sede del Cineclub Detour, nei locali della
Cooperativa COTRAD e, per quanto riguarda la video-documentazione,
nelle strade del rione Testaccio nel Municipio I di Roma e presso
le abitazioni di alcuni residenti del rione in cui si sono raccolte
le testimonianze.
Il progetto è stato articolato nelle
seguenti fasi:
- LABORATORIO TEORICO-PRATICO DI LINGUAGGIO E TECNICHE
AUDIOVISIVE
- VIDEO DOCUMENTAZIONE: MAPPATURA TERRITORIALE RIONE
TESTACCIO E PROIEZIONE PER IL PUBBLICO
LABORATORIO TEORICO-PRATICO
Educazione
all’immagine e al suono e analisi
del mezzo e audiovisivo.
Obiettivi formativi: quali erano le aspettative di partenza
?
- Fornire nozioni di base di linguaggio delle immagini e tecniche
del mezzo audiovisivo.
- Stimolare riflessioni sul racconto cinematografico.
- Favorire la comunicazione e la condivisione dell’esperienza
di spettatore all’interno del gruppo.
- Fornire strumenti di analisi della
realtà attraverso
la visione cinematografica.
Attività svolte
- Visione e commento di materiali audiovisivi proiettati
su grande schermo. Nella scelta del materiale audiovisivo
proposto si è tenuto conto delle differenti peculiarità ricettive
del pubblico di utenti diversamente abili, cercando di stimolarne
al massimo le percezioni sensoriali, le capacità mnemoniche,
la partecipazione emotiva, le facoltà intellettive e
verbali. Al termine di ciascuna proiezione il gruppo degli
utenti diversamente abili, coadiuvato dagli operatori COTRAD
e dagli esperti cinematografici DETOUR, è stato coinvolto
in momenti di analisi e di confronto collettivi sulla pellicola
e sui supporti didattici audiovisivi proposti. I momenti
più efficaci di questa discussione sono stati video-documentati
da una troupe di operatori DETOUR. I
sedici incontri di proiezione si sono svolti presso la
sede del Cineclub Detour in Via Urbana 47/a.
- Dimostrazione pratica dell’utilizzo
della telecamera, del microfono, delle luci. Sono state fornite
nozioni elementari di grammatica del film e del linguaggio
audiovisivo., partendo dall’elemento base dell’inquadratura
nel doppio significato di delimitazione consapevole del campo
visivo e di ripresa ininterrotta di una porzione di tempo. Attraverso
l’ausilio di video-proiezioni in diretta delle riprese
in svolgimento, sono stati mostrati una serie di esempi di
piani e campi cinematografici, l’effetto dell’utilizzo
di diverse focali di obiettivi (zoom, teleobiettivo e grandangolare)
e di movimenti della macchina da presa (panoramiche, carrellate,
macchina a spalla). I cinque incontri di dimostrazione
pratica si sono tenuti presso la sede COTRAD in Via Urbana
20 .
- Esercitazioni di ripresa di semplici
situazioni che vedono gli utenti protagonisti. In
una fase più avanzata del laboratorio si è tentato
di coinvolgere direttamente gli utenti, da un lato consentendogli
l’utilizzo effettivo delle attrezzature di ripresa, dall’altro favorendone
la partecipazione in qualità di attori, fornendo loro
nozioni di base su alcune tecniche di recitazione, anche con
l’ausilio di make-up, costumi e semplici scenografie,
realizzate dagli stessi utenti. I cinque incontri di esercitazione
di ripresa si sono tenuti presso la sede COTRAD in Via
Urbana 20 .
Risultati ottenuti
- Nella rilevazione dei benefici
formativi del laboratorio ci siamo trovati di fronte
a problematiche di varie entità,
legate da un lato alla presenza di specifici deficit psico-cognitivi
anche gravi riscontrati nel gruppo degli utenti diversamente
abili, dall’altro alla difformità di grado
e di natura di tali deficit.
Se in generale possiamo
affermare che il livello di apprendimento dei concetti più astratti e delle nozioni teoriche più complesse
sia stato di fatto limitato e non omogeneo, si è altresì evidenziato
in alcuni utenti un evidente potenziamento delle facoltà di
riflessione, di analisi e di racconto, derivate dalla visione
del materiale audiovisivo. L’aspetto di condivisione
dell’esperienza della visione cinematografica ha favorito
la dinamizzazione delle relazioni interpersonali e il rafforzamento
delle capacità comunicative, sia verbali che empatico-emotive.
In questo senso le discussioni che sono seguite alle proiezioni
hanno contribuito ad abbattere l’ostacolo rappresentato
per molti degli utenti dall’insicurezza e dalla paura di
esprimersi in situazioni pubbliche.
L’approccio al mezzo audiovisivo, in quanto modalità espressiva
tra le più efficaci per comunicare, è stato inteso
non come luogo in cui si parla di diversità o di disagio,
ma come momento in cui i vari soggetti del disagio hanno l'opportunità di
parlare di sé.
- Si è tentato di favorire nel gruppo la coscienza che
il cinema e la fruizione audiovisiva siano forme di espressione
che, aldilà del loro ruolo pur rilevante e indiscutibile
di intrattenimento ed evasione, possano rappresentare una chiave
di lettura per l’analisi della realtà, uno spaccato
esemplare della molteplicità dell’esperienza e
dei rapporti umani, comprendendo anche le dimensioni del disagio
e del disadattamento. Nel processo d’identificazione
e di proiezione con i personaggi e con le storie raccontate
sullo schermo e nel successivo momento di discussione
collettiva gli utenti hanno sviluppato una diversa consapevolezza
della percezione di sé stessi, dell’accettazione
dei propri limiti e della scoperta delle proprie potenzialità creando
le premesse per abbattere il muro della solitudine e dell’indifferenza
e favorendo la condivisione e lo scambio delle esperienze.
- Le esercitazioni di ripresa hanno
costituito una tappa fondamentale del progetto formativo
in quanto il gruppo degli utenti ha potuto mettere alla
prova le conoscenze acquisite migliorando sensibilmente il grado di confidenza con il mezzo tecnico.
Ancora più importante, questa fase ha consentito
agli utenti di esprimersi creativamente e liberamente attraverso
l’utilizzo della telecamera da una parte, e mettendo
in scena dei semplici sketch recitativi e improvvisazioni
dall’altra. Gli aspetti ludici e creativi hanno avuto
in questa fase un ruolo decisivo, mettendo le basi per un rapporto
di simpatia e di fiducia reciproca crescente tra il gruppo
d’utenti e il personale del DETOUR che ha curato il laboratorio.
Rapporto che si è poi consolidato nella successiva
fase di video-documentazione della mappatura territoriale.
Mappatura
territoriale del rione Testaccio: “…ma
li cocci so’ li nostri!”
Obiettivi formativi
- Stimolo alla conoscenza e alla socializzazione
reciproca tra il gruppo di utenti diversamente abili e
gli anziani residenti nel rione.
- Sviluppo dell’attenzione, concentrazione e comprensione
del racconto orale. Stimolo della partecipazione dialogata
attraverso la tecnica dell’intervista.
- Accrescimento delle capacità di osservazione del materiale
fotografico d’epoca che gli anziani hanno mostrato
durante le interviste.
- Capacità di orientamento
nel quartiere e riconoscimento visivo dei luoghi.
Attività svolte
Nell’ambito della campagna “SALVALARTE” promossa
da Legambiente per l’anno 2006 che ha visto coinvolti
gli utenti diversamente abili seguiti in assistenza dalla cooperativa
COTRAD, si é realizzato il primo di una serie di video
documentari sull’attività di mappatura territoriale
del rione Testaccio nel Municipio I di Roma, con particolare
riferimento alla storia sociale, allo sviluppo urbanistico ed
al contesto popolare e folklorico.
Elementi centrali della documentazione sono stati i racconti
e le esperienze degli anziani, memoria storica e testimoni della
vita del quartiere.
- Elaborazione dell’idea
del documentario e prima scaletta delle riprese.
Le equipe COTRAD e DETOUR, responsabili del laboratorio,
hanno stabilito nel corso di un incontro preparatorio le linee
tematiche generali e i contenuti ritenuti determinanti al perseguimento
degli obiettivi. Utilizzando testi e documentazioni di
storiografia cittadina e con l’ausilio di una collaboratrice
esperta nel campo dei beni artistici e culturali sono stati
svolti sopralluoghi sul campo e tracciati un certo numero d’itinerari
all’interno del rione.
Grazie a queste ricerche
si è anche determinato lo schema
dei questionari da sottoporre agli intervistati.
In seguito, all’interno del gruppo degli anziani utenti
COTRAD, sono stati individuati coloro che, compatibilmente con
deficit di vari natura legati all’età, meglio potessero rappresentare
attraverso racconti e testimonianze l’autentico spirito
popolare del rione; si è spiegato loro lo scopo del lavoro
e chiesto la collaborazione per la realizzazione delle interviste.
Si è passati
poi alla stesura di un breve soggetto con storyboard.
Successivamente si è stilata
una scaletta di massima delle riprese da eseguire, evidenziando
separatamente le locations delle riprese in esterni, da realizzare prima delle
interviste nel corso dei tour col gruppo degli utenti diversamente
abili alla scoperta del rione, e quelle delle riprese in interni
presso il domicilio degli anziani che hanno accettato di collaborare.
Abbiamo previsto un’ultima
fase di riprese da compiere soltanto una volta terminate le interviste, tornando
nuovamente o visitando per la prima volta quei luoghi a cui gli
anziani si sono riferiti specificamente o che hanno indicato
nel corso degli incontri.
- Alla scoperta del
territorio -
riprese 1
In una prima fase il gruppo
degli utenti diversamente abili, seguito dalla troupe DETOUR
e dagli operatori COTRAD, ha compiuto una serie di giri di
esplorazione del territorio di Testaccio, cartine alla mano,
cercando di ricostruire il processo di sovrapposizione urbanistica
e sociale che negli anni ha trasformato il rione, riconoscendo
e riscoprendo il territorio in cui alcuni di loro vivono e
che di rado Ë osservato con gli occhi attenti di
chi è alla ricerca dei segni del tempo.
Punti di partenza della
perlustrazione sono stati alcuni luoghi di rilevanza storica
e comprensori di edilizia popolare. I momenti salienti di questo
percorso di familiarizzazione dei ragazzi diversamente abili
con il territorio del rione sono stati documentati dalle riprese
video. Le quattro giornate di riprese hanno
riguardato:
- Zona ex-mattatoio e Monte dei Cocci
- Piazza Santa Maria Liberatrice e zona mercato.
- incontro: piazza dell’Emporio
e Lungotevere
- porta San Paolo, Piramide Cestia e Cimitero acattolico
- Interviste ai vecchi
residenti – riprese
2
Le riprese di tali interviste hanno costituito il cardine del
documentario.
Quattro anziani, seguiti in assistenza domiciliare dalla cooperativa
COTRAD, hanno accettato ciascuno di ospitare presso il proprio
domicilio un utente diversamente abile accompagnato da una troupe
DETOUR col supporto di un operatore COTRAD, allo scopo di realizzare
delle video interviste.
Nei limiti del possibile le interviste, inerenti al quartiere
e alla sua storia, sono state condotte dai ragazzi diversamente
abili, precedentemente preparati a gestire la situazione da un
coordinatore psicologo COTRAD.
Con l’aiuto degli anziani residenti, attraverso i loro
ricordi e le loro esperienze personali, sono state individuate
le zone del rione in cui appaiono più marcati i
segni delle trasformazioni avvenute nel corso del tempo (es.
il mercato, i giardini, la chiesa, l'ex mattatoio, l'ex
stadio della a.s. Roma, la fontana di P.za Emporio ecc.).
Nel corso delle interviste
alcuni anziani hanno esibito e reso disponibili per il documentario
materiali cine-fotografici d’epoca
e altri cimeli personali.
- Torniamo in strada – riprese
3
Nelle ultime quattro giornate
di riprese si è tornati
all’esterno, nelle strade e nelle piazze del rione, di
nuovo in gruppo, con l’obiettivo di ricostruire il percorso
della memoria che si è andato a delineare nel corso delle
interviste, osservando con occhi nuovi il territorio già attraversato
all’inizio e andando alla scoperta di luoghi specifici
legati alle esperienze personali di cui gli anziani ci hanno
riferito.
- Visione dei giornalieri – analisi
e selezione collettiva del materiale girato
Nel corso di due successivi
incontri presso il cineclub DETOUR, parte del materiale girato è stato visionato assieme al
gruppo dei diversamente abili, sollecitandone le capacità critiche e
coinvolgendolo nella selezione di alcune sequenze destinate al
successivo lavoro di montaggio.
Il materiale girato, precedentemente
selezionato, è stato
acquisito in una work-station digitale e montato in una
prima versione che costituirà la base di partenza per
successivi interventi di post-produzione: montaggio accurato,
elaborazioni grafiche e animazioni, titolazioni, sonorizzazione
e missaggio, edizione finale in Dvd.
- Proiezione per il pubblico
Al termine del percorso
formativo è stata effettuata
una proiezione aperta al pubblico del materiale montato presso
il cineclub DETOR. Nella stessa occasione è stato
presentato il documentario “Arriva la Banda!”, risultato
della mappatura territoriale del rione Monti l’anno precedente,
prodotto dal DETOUR in collaborazione con la COTRAD e vincitore
del premio come miglior cortometraggio al Terzio Millennio Film
Festival della rivista “Il cinematografo”.
Risultati ottenuti
- La videodocumentazione della mappatura
territoriale di Testaccio ha messo in risalto le contraddizioni
di un rione di Roma che, come capita ad altri nel centro
storico, si sta trasformando rapidamente, talvolta a
scapito dell’originaria struttura
sociale dei suoi abitanti e della salvaguardia delle sue attività commerciali
e artigianali tradizionali. Ma in questo intrecciarsi indissolubile
di tradizione e innovazione abbiamo individuato anche la sua
ricchezza e le sue potenzialità di crescita e di sviluppo,
sempre che si riuscirà a garantire la compresenza naturale
di entrambe le dimensioni.
- Le uscite di gruppo documentate
dalle riprese hanno costituito per i diversamente abili
un’occasione di approfondire
la conoscenza del territorio del rione, un invito a relazionarsi
con naturalezza agli abitanti, un’opportunità di
prendere le misure del rapporto con la storia della propria
città e con le proprie origini.
- Le interviste agli anziani residenti
del rione, condotte da alcuni ragazzi diversamente abili,
hanno permesso di approfondire la reciproca conoscenza
di soggettività solitamente
considerate ai margini del corpo sociale, consentendo
anche nel poco tempo a disposizione e nei limiti che le necessità tecniche
hanno via via determinato, lo svilupparsi di relazioni di stima,
affetto e solidarietà vicendevoli. Ma se da una
parte gli anziani sembrano accettare con più disinvoltura
la disabilità manifestando una naturale socievolezza
nei confronti di chi vive una condizione di marginalità in
qualche modo a loro analoga come i diversamente abili, dall’altra
una scarsa sensibilità culturale alle problematiche
dell’handicap da parte di anziani di estrazione popolare
con un basso livello d’istruzione ha reso talvolta
difficoltoso se non arduo il reale scambio comunicativo. Inoltre
la presenza di una troupe televisiva per quanto minima all’interno
della propria abitazione, è stata vissuta talvolta dall’anziano
come un fattore invasivo e disturbante, impedendo lo svilupparsi
di comportamenti naturali e atteggiamenti spontanei nel
poco tempo a disposizione per le interviste.
- La raccolta di testimonianze dirette
fornite da alcuni tra gli ultimi sopravvissuti di una
Roma che sta scomparendo costituisce un patrimonio di considerevole valore storico e sociale,
e fornisce alle nuove generazioni un archivio d’immagini
e di racconti prezioso per comprendere le trasformazioni
sociali avvenute nel nostro paese e quelle in atto.